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	<title>Luoghi della Cultura &#8211; La Città Flegrea</title>
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	<title>Luoghi della Cultura &#8211; La Città Flegrea</title>
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		<title>Concerto gratuito a casa Mehari, con Caliendo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 11:36:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ Si terrà sabato 11 gennaio la prima iniziativa pubblica del 2025 del bene confiscato Casa Mehari in via Nicotera n. 8 a Quarto. Alle ore 19,30 concerto “Memorie di un capellone” di Gianfranco Caliendo, voce storica, chitarrista e autore dello storico gruppo “Il Giardino dei Semplici” dal 1974 al 2021. Caliendo ripercorrerà i cinquant&#8217;anni della sua carriera &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2025/01/10/concerto-gratuito-a-casa-mehari-col-giardino-dei-semplici/"> <span class="screen-reader-text">Concerto gratuito a casa Mehari, con Caliendo</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p> Si terrà sabato 11 gennaio la prima iniziativa pubblica del 2025 del bene confiscato Casa Mehari in via Nicotera n. 8 a Quarto. Alle ore 19,30 concerto “Memorie di un capellone” di Gianfranco Caliendo, voce storica, chitarrista e autore dello storico gruppo “Il Giardino dei Semplici” dal 1974 al 2021. Caliendo ripercorrerà i cinquant&#8217;anni della sua carriera attraverso le più grandi hits, tra cui “M’innamorai”, “Miele”, “Tu ca nun chiagne”, “Vai”, &#8220;Concerto in La Minore” e tante altre. Alcuni numeri della carriera di Caliendo: 4milioni di copie vendute, 30 milioni di ascolti in streaming, tre partecipazioni a Sanremo e al Festivalbar, oltre 2mila concerti in Italia e all’estero. Parteciperà al concerto Giada Caliendo, conosciuta come miss “Turuturu” dal famoso singolo lanciato a Sanremo 2001 e diventato successo internazionale con oltre 2milioni di copie vendute e 93 milioni di ascolti in streaming. Il concerto è gratuito, ma per partecipare è necessario richiedere l’invito chiamando il numero 347.1594511 oppure al numero 081.3538745.</p>



<p>L’evento è l’ultimo in calendario del programma “Casa Mehari in festa: dai beni confiscati ai beni in comune”, un progetto&nbsp; finanziato dalla Regione Campania con la Legge Regionale n. 24 del 28 dicembre 2023.&nbsp;</p>



<p>Durante l’iniziativa sarà aperto il bar curato dalla Cooperativa Sociale “La Quercia Rossa” e saranno disponibili i pacchi solidali dell’associazione “La Bottega dei Semplici Pensieri”.&nbsp;</p>
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		<title>Automobilisti bloccati dalla “nebbia di Capodanno”. Notte da incubo tra le strade di Quarto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Lamberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jan 2025 17:27:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una notte da incubo per chi, nella notte di Capodanno, ha tentato di uscire dal comune di Quarto o anche solo ritornarci dopo i festeggiamenti dai parenti.Numerose le code sulle principali vie di transito cittadine, che hanno tenuto ostaggio i passanti per ore. Tra chi ha cercato di raggiungere i luoghi ricreativi e chi invece &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2025/01/01/automobilisti-bloccati-dalla-nebbia-di-capodanno-notte-da-incubo-tra-le-strade-di-quarto/"> <span class="screen-reader-text">Automobilisti bloccati dalla “nebbia di Capodanno”. Notte da incubo tra le strade di Quarto</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p>Una notte da incubo per chi, nella notte di Capodanno, ha tentato di uscire dal comune di Quarto o anche solo ritornarci dopo i festeggiamenti dai parenti.<br>Numerose le code sulle principali vie di transito cittadine, che hanno tenuto ostaggio i passanti per ore. Tra chi ha cercato di raggiungere i luoghi ricreativi e chi invece tentava solo di ritornare nelle proprie abitazioni, la mobilità notturna si è rivelata un&#8217;odissea già dalle prime ore del primo gennaio.  La causa principale sarebbe da attribuire alla fittissima nebbia che è iniziata a calare dopo la mezzanotte. Il fumo emesso dall’esplosione dei fuochi d’artificio, intrappolato dall’alto tasso di umidità che caratterizza il comune di Quarto, ha limitato oltre i limiti del tollerabile la visibilità.<br>Non sono mancate le segnalazioni nei gruppi cittadini sui social. L’esplosione indisciplinata dei fuochi d’artificio non è stata gradita dai molti residenti che lamentano «esplosioni che sembravano essere bombardamenti».<br>«Avete lasciato i cittadini senza punti di riferimento – si legge in un commento – si rischiava di andare fuori strada, di investire pedoni che si improvvisavano vigili per aiutare nella situazione assurda, mentre si cercava anche di schivare pacchi di batterie pirotecniche lasciate in mezzo alla strada».<br>A nulla è servita infatti l’ordinanza, emessa dal sindaco Antonio Sabino, di divieto assoluto di utilizzo di petardi, botti e artifici pirotecnici dalle ore 20:00 del 31/12 alle ore 24:00 del 01/01 nel territorio del comune di Quarto, nei luoghi pubblici e privati. Un’ordinanza che ha fatto discutere data la sua pubblicazione tardiva, pubblicata solo nel tardo pomeriggio del 31 dicembre, che non ha permesso né azioni di prevenzione e di supporto al contrasto della detenzione dei botti illegali, né l’applicazione delle sanzioni previste per coloro che hanno disatteso l’ordinanza in questione.<br>Tra botti, disagi e indignazione arrivano denunce anche da associazioni animaliste come “Oasi felina Quarto”.<br>«Per due ore il cielo ed il suolo sono stati sconvolti da rumori fortissimi, vere e proprie bombe, che hanno creato un incubo per tutti gli esseri viventi. Gli effetti sono devastanti sia a livello ambientale che sonoro – si legge nella segnalazione dell’associazione –. Questo atteggiamento di noncuranza lascia spazio al caos, mina il rispetto per le regole e mette a rischio l’intera comunità».<br>Le conseguenze della lunga notte si sono protratte anche durante il giorno: la qualità dell’aria è risultata nettamente inferiore rispetto ai parametri dei giorni precedenti e ovunque nelle strade giacciono ancora i resti delle batterie utilizzate, con il rischio che ci siano ancora petardi inesplosi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="473" height="1024" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_9291.png?resize=473%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4221" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_9291.png?resize=473%2C1024&amp;ssl=1 473w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_9291.png?resize=139%2C300&amp;ssl=1 139w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_9291.png?resize=768%2C1662&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_9291.png?resize=710%2C1536&amp;ssl=1 710w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_9291.png?resize=946%2C2048&amp;ssl=1 946w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_9291.png?w=1170&amp;ssl=1 1170w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" data-recalc-dims="1" /></figure>



<p></p>
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		<title>Il murales in via Solfatara per celebrare i 90 anni di Sophia Loren, l&#8217;ultima diva. Ecco l&#8217;omaggio della sua Pozzuoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Liccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2024 07:07:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Novanta anni e non sentirli: come tutte le leggende anche Costanza Brigida Sofia Villani Scicolone, nel mito Sophia Loren, non perde popolarità nonostante lo scorrere del tempo visto che ancora oggi molti stranieri associano la cittadina di Pozzuoli alla sua illustre figlia e proprio lì dove è cresciuta Sophia ovvero nella zona di via Solfatara &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2024/09/22/il-murales-in-via-solfatara-per-celebrare-i-90-anni-di-sophia-loren-lultima-diva-ecco-lomaggio-della-sua-pozzuoli/"> <span class="screen-reader-text">Il murales in via Solfatara per celebrare i 90 anni di Sophia Loren, l&#8217;ultima diva. Ecco l&#8217;omaggio della sua Pozzuoli</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Novanta anni e non sentirli: come tutte le leggende anche Costanza Brigida Sofia Villani Scicolone, nel mito Sophia Loren, non perde popolarità nonostante lo scorrere del tempo visto che ancora oggi molti stranieri associano la cittadina di Pozzuoli alla sua illustre figlia e proprio lì dove è cresciuta Sophia ovvero nella zona di via Solfatara a ridosso dell&#8217;anfiteatro neroniano-flavio da qualche giorno fervono i preparativi per il completamento di un murales dedicato a Donna Sophia che si trova all&#8217;altezza del numero civico 5, praticamente di fronte alla villetta nel cui cortile la piccola Sophia si divertiva a giocare con i pattini. Il murales nasce da un progetto di Enzo Buono che porta il nome di &#8220;Sophia da Pozzuoli&#8221; ed è l&#8217;artista spagnola Leticia Mandragora che si sta occupando della realizzazione dell&#8217;opera iniziata non a caso il 20 settembre scorso, giorno del novantesimo compleanno della Loren. A breve il murales sarà completato e tutti i turisti che passeggeranno su via Solfatara per raggiungere la stazione ferroviaria potranno godere dell&#8217;opera ispirata alla figlia più famosa di questa vulcanica cittadina, in calce alcune foto  che ritraggono l&#8217;avanzamento dei lavori.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" data-id="4058" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143588.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4058" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143588-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143588-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143588-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143588-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143588-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143588-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" data-id="4057" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143590.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4057" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143590-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143590-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143590-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143590-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143590-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143590-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /></figure>
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		<title>Turismo, una banca dati delle strutture ricettive: ecco le disposizioni del governo e il ruolo di Regione e Comuni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2024 08:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Flegrea]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un sistema digitale, un modo per mettere in rete tutte le strutture ricettive, una vera e propria banca dati nazionale legata al turismo e alle strutture ricettive, non è solo un progetto, ma il contenuto del decreto ministeriale appena firmato ed è previsto che entro il 1 settembre, fra dieci giorni circa, il Ministero del &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2024/08/20/turismo-una-banca-dati-delle-strutture-ricettive-ecco-le-disposizioni-del-governo-e-il-ruolo-di-regione-e-comuni/"> <span class="screen-reader-text">Turismo, una banca dati delle strutture ricettive: ecco le disposizioni del governo e il ruolo di Regione e Comuni</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un sistema digitale, un modo per mettere in rete tutte le strutture ricettive, una vera e propria banca dati nazionale legata al turismo e alle strutture ricettive, non è solo un progetto, ma il contenuto del decreto ministeriale appena firmato ed è previsto che entro il 1 settembre, fra dieci giorni circa, il Ministero del Turismo pubblicherà in Gazzetta Ufficiale un avviso che attesta l’entrata in funzione della Banca Dati Nazionale delle Strutture Ricettive BDSR. Dal giorno della pubblicazione dell’avviso i titolari o gestori delle strutture ricettive e delle attività di locazione breve avranno 60 giorni per collegarsi alla piattaforma nazionale e richiedere il CIN, accedendo tramite SPID o CIE e inserendo i dati richiesti dal sistema. Il Ministero del turismo pubblicherà sul proprio sito istituzionale una Circolare esplicativa delle modalità di accesso alla piattaforma e di compilazione. Per il rilascio del CIN, oltre ad inserire i dati minimi obbligatori, la piattaforma nazionale del Ministero (https://bdsr.ministeroturismo.gov.it/) richiede che lo Spid del richiedente sia associato al codice fiscale o alla partita iva della struttura ricettiva o dell’attività di locazione breve. Pertanto, per agevolare tale associazione e, conseguentemente, il rilascio del CIN, la Regione Campania, attraverso la collaborazione tra la Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo e l’Ufficio Speciale per la Crescita e la Transizione digitale, ha implementato il Servizio Digitale denominato “Aggiornamento Banca Dati Regionale Strutture Ricettive e Locazioni Brevi”. Il Servizio è destinato all’aggiornamento e alla verifica dei dati presenti nella Banca dati regionale delle strutture ricettive (alberghiere, extralberghiere e all’aria aperta) e delle attività di locazione breve di cui al D.L. 50/2017, dove i titolari/gestori delle strutture ricettive e delle attività di locazione breve potranno associare il codice fiscale o la partita iva di ogni struttura al richiedente CIN e indicare anche eventuali delegati, oltre a completare eventuali informazioni.</p>



<p>L’intento della Regione è di semplificare l’applicazione delle disposizioni nazionali inerenti l’attribuzione del Codice Identificativo Nazionale e tutelare la leale concorrenza; pertanto il comune impegno di Amministrazioni locali e Associazioni di settore diviene fondamentale per diffondere le informazioni e assicurare il rispetto delle normative, contribuendo a contrastare le forme irregolari di ospitalità. Ai Comuni si raccomanda celerità nell’assegnazione dei codici regionali CUSR alle strutture ricettive e alle attività di locazione breve per permetterne l’identificazione a livello regionale e la successiva richiesta di acquisizione del codice identificativo nazionale CIN.</p>



<p>«E’ una novità – dice Fulvio Ferrigno presidente di Turismo e Servizi – e ai Comuni spetta il ruolo di accelerare nell’assegnazione dei codici regionali CUSR alle strutture ricettive e alle attività di locazione breve per permetterne l’identificazione a livello regionale e la successiva richiesta di acquisizione del codice identificativo nazionale CIN».</p>
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		<title>Ritorna ArcheoCamp, VIII edizione del convegno promosso dal Centro Sub Campi Flegrei</title>
		<link>https://www.lacittaflegrea.it/2024/08/07/ritorna-archeocamp-viii-edizione-del-convegno-promosso-dal-centro-sub-campi-flegrei/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Liccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2024 08:13:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ormai è un appuntamento fisso che sancisce la fine della stagione estiva del Centro Sub Campi Flegrei: naturalmente parliamo di ArcheoCamp, la rassegna di eventi che giunge all&#8217;ottava edizione con la prossima che si terrà dal 28 ottobre fino al 03 novembre 2024. Nel corso degli anni ArcheoCamp è diventato uno dei canali privilegiati per &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2024/08/07/ritorna-archeocamp-viii-edizione-del-convegno-promosso-dal-centro-sub-campi-flegrei/"> <span class="screen-reader-text">Ritorna ArcheoCamp, VIII edizione del convegno promosso dal Centro Sub Campi Flegrei</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ormai è un appuntamento fisso che sancisce la fine della stagione estiva del Centro Sub Campi Flegrei: naturalmente parliamo di ArcheoCamp, la rassegna di eventi che giunge all&#8217;ottava edizione con la prossima che si terrà dal 28 ottobre fino al 03 novembre 2024. Nel corso degli anni ArcheoCamp è diventato uno dei canali privilegiati per conoscere le scoperte e le novità che ruotano intorno al tesoro archeologico di Baia Sommersa, durante le varie edizioni si è parlato di tutto, dalla scoperta di nuovi mosaici fino alle tecniche più futuristiche di restauro archeologico subacqueo che non di rado hanno fatto scuola a livello globale. Come ogni anno l&#8217;evento principale convegno sarà affiancato da varie attività che si terranno anche sul campo (quindi in questo caso in acqua!) e ci sarà la consegna del premio &#8220;Ulisse di Baia&#8221; dedicato a chi si è speso nel corso dell&#8217;anno per la ricerca o la divulgazione nel liquido ambito dell&#8217;archeologia sommersa, di seguito il programma completo dall&#8217;edizione!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/453881509_10232262314164791_6366248421006396107_n.jpg?resize=724%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3967" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/453881509_10232262314164791_6366248421006396107_n.jpg?resize=724%2C1024&amp;ssl=1 724w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/453881509_10232262314164791_6366248421006396107_n.jpg?resize=212%2C300&amp;ssl=1 212w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/453881509_10232262314164791_6366248421006396107_n.jpg?resize=768%2C1086&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/453881509_10232262314164791_6366248421006396107_n.jpg?resize=1086%2C1536&amp;ssl=1 1086w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/453881509_10232262314164791_6366248421006396107_n.jpg?w=1414&amp;ssl=1 1414w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" data-recalc-dims="1" /></figure>


<figure class="wp-block-post-featured-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1240" height="930" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=1240%2C930&#038;ssl=1" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" style="object-fit:cover;" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" data-recalc-dims="1" /></figure>]]></content:encoded>
					
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		<title>Dall&#8217;incanto al risentimento: Campi Flegrei fra musei chiusi, cantieri culturali e un silenzio non proprio assordante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Liccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2024 13:50:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Flegrea]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 2014 ad oggi il turismo culturale in area Flegrea si è espanso e contratto innumerevoli volte tanto da rivaleggiare con l&#8217;intensità imprevedibile dell&#8217;attività bradisismica stessa. La mancanza cronica di progetti strutturali e coerenti è sempre stata una delle principali fonti di guai per il turismo flegreo e a tutto ciò si aggiunge ormai da &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2024/07/14/dallincanto-al-risentimento-campi-flegrei-fra-musei-chiusi-cantieri-culturali-e-un-silenzio-non-proprio-assordante/"> <span class="screen-reader-text">Dall&#8217;incanto al risentimento: Campi Flegrei fra musei chiusi, cantieri culturali e un silenzio non proprio assordante</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p>Dal 2014 ad oggi il turismo culturale in area Flegrea si è espanso e contratto innumerevoli volte tanto da rivaleggiare con l&#8217;intensità imprevedibile dell&#8217;attività bradisismica stessa. La mancanza cronica di progetti strutturali e coerenti è sempre stata una delle principali fonti di guai per il turismo flegreo e a tutto ciò si aggiunge ormai da un anno a questa parte pure l&#8217;influenza nefasta delle scosse bradisismiche le quali appaiono anche più pericolose a causa della disinformazione che pasce la paura e lo sgomento.</p>



<p> E succede che in meno di due mesi, da fine maggio 2024 ad oggi si è vista una bella fioritura di chiusure, totali o parziali, dei principali siti archeologici flegrei. È da circa un mese che l&#8217;Anfiteatro Flavio Puteolano risulta chiuso per lavori, una settimana fa si è annunciata la riduzione dell&#8217;orario di apertura del Castello aragonese di Baia al cui interno si può visitare il <strong>Museo Archeologico dei Campi Flegrei </strong>solo in mattinata ed è notizia di ieri della chiusura di un sito archeologico da poco oggetto di una gara per la relativa gestione: la<strong> Piscina Mirabilis </strong>chiude per lavori. Autorità comunali e del Parco ci dicono che i cantieri sono necessari e che gli stessi sono stati programmati da tempo e in futuro nuovi siti saranno aperti al pubblico grazie ai progetti che stanno maturando in queste ore, come la riapertura delle <strong>Cento Cammerelle</strong> bacolesi o l&#8217;apertura dello Stadio Antonino Pio. Per ora però non si può visitare quasi nulla, ormai anche le sorti del percorso archeologico del <strong>Rione Terra</strong> sono statiche come quelle di un capodoglio arenatosi su degli scogli. Quando cominciai a fare la guida turistica intorno al 2016 benedicevo ogni giorno lavorativo che passavo nei Campi Flegrei, sembrava che c&#8217;era molto da fare e che il futuro avrebbe visto il nascere di numerose opportunità ma le miopiee di cittadini ed enti hanno fatto sì che si arrivasse per l&#8217;ennesima volta impreparati all&#8217;appuntamento inevitabile col bradisismo e ora pare che tutto debba stare in pausa. </p>



<p>Al Museo Egizio di Torino vi sono al momento importanti restauri strutturali in corso che dovranno durare un bienno eppure non ci si è limitati ad apporre un grosso catenaccio all&#8217;ingresso principale ma si è preferito avviare un calendario di visite guidate ai cantieri che permettono in tutta sicurezza di portare dei visitatori all&#8217;interno della struttura per mostrare loro quel che si può superando il concetto di una lunga chiusura forzata. Naturalmente i siti Flegrei sono molto diversi, hanno le loro peculiarità e il museo egizio di Torino vanta altri mezzi, fondi e risorse umane eppure ci si chiede perché qui non si può fare nulla del genere, spero ci siano importanti motivi tecnici che spingono alla chiusura della Piscina Mirabilis ma è difficile discernere il reale. In fondo anche per il percorso Archeologico del Rione Terra non si è ben capito perché si è preferito la chiusura ad oltranza durante i mesi passati, al momento la non fruibilità è dovuta ad una faccenda burocratica visto il passaggio del sito dalla Soprintendenza al Parco Archeologico dei Campi Flegrei. Per fortuna resta il mare: l&#8217;area marina protetta e il parco archeologico sommerso di Baia sono costantemente visitati da molti subacquei che dopo aver avuto le giuste informazioni riguardo al rischio bradisismico dai vari operatori turistici ora affollano le banchine e i moli da dove partono i gommoni che vanno verso la Villa dei Pisoni o il Ninfeo di Claudio e questo lo dobbiamo al coraggio e alla serietà di chi lavora nei diving o nell&#8217;industria alberghiera. Per ora leggo con una certa perplessità alcuni post sulla rimozione delle erbacce dal cosiddetto Tempio di Venere a Baia visto che l&#8217;ordinario non dovrebbe certo sembrare straordinario ma tale impressione sarà dovuta solo al mio brutto carattere, bisogna mettere il prossimo al corrente di ogni cosa, normale amministrazione compresa. Al momento si dice che i cantieri avviati nei siti archeologici flegrei saranno il preludio per un rilancio del nostro patrimonio ma non so, magari riducendo L&#8217;offerta si rischia di ottenere l&#8217;effetto opposto, ovvero cadere nel dimenticatoio da cui sarà poi difficile uscirne. Nell&#8217;ultimo mese non sono mancati articoli riguardo al ritrovamento di nuovi reperti archeologici nei luoghi costieri interessati dal bradisismo come <strong>punta della Serparella a Bac</strong>oli, ennesima dimostrazione della natura ambivalente dell&#8217;attività vulcanica che distrugge e crea ad un tempo: come gli archeologi subacquei riescono a carpire nuovi informazioni grazie al movimento del suolo così dovremmo fare a terra studiando meglio il fenomeno e le tecniche edilizie antisismiche per meglio convivere con questa realtà ballerina, ma si sa che pensare al futuro è una perdita di tempo se si dà più importanza ai propri interessi e questo è un problema che attanaglia l&#8217;intera società flegrea e non solo. Per ora si può mostrare facilmente il P<strong>arco Archeologico di Cuma</strong>, l&#8217;oasi di <strong>Montenuovo e la Casina Vanvitelliana,</strong> il resto è chiuso o parzialmente aperto e quindi chi vorrà visitare un patrimonio culturale quasi non fruibile? L&#8217;estate del 2024 sarà un momento di assestamento per il patrimonio culturale flegreo ma quale concetto di assestamento è possibile in questa terra? Forse si dovrebbe lavorare in maniera più serrata per risolvere i problemi ed evitare chiusure lì dove le condizioni lo permettono ma sono solo una guida e di certo non ne so molto di come si gestisca un sito archeologico ma le esigenze dei turisti le riesco a prevedere e mi sa che per i prossimi mesi i Campi Flegrei non saranno così attraenti e ne saranno felici Pompei o Sorrento, per loro fortuna.</p>



<p>fonti: per avere più informazioni riguardo alla situazione del Museo Egizio di Torino si consiglia di visitare il sito del museo: <a href="https://www.museoegizio.it/esplora/notizie/museo-egizio-aperto-per-lavori-passeggiata-col-curatore/">https://www.museoegizio.it/esplora/notizie/museo-egizio-aperto-per-lavori-passeggiata-col-curatore/</a></p>



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<figure class="wp-block-post-featured-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1240" height="930" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?resize=1240%2C930&#038;ssl=1" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" style="object-fit:cover;" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" data-recalc-dims="1" /></figure>]]></content:encoded>
					
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		<title>Ischia e il rito dell’estate: piccola cronaca della ‘Ndrezzata, danza ancestrale di Buonopane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Liccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 08:53:43 +0000</pubDate>
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<p>L’inizio dell’estate 2024 non sembra quasi un giugno normale visto che in maniera repentina il caldo equatoriale è stato rimpiazzato rapidamente da un clima quasi autunnale ma ben venga, la fatica di prendere il traghetto la mattina del 24 giugno diventa più leggera senza l’afa opprimente, anzi la temperatura più fresca rende la traversata da Pozzuoli a Casamicciola molto piacevole. Si lascia l’approdo di S. Paolo in mattinata, si raggiunge il porto della località dalle tante terme e dopo una mezza giornata di mare a Fiorio ci si inerpica “Mere e Copp” cioè si va nella zona alta dell’Isola d’Ischia per raggiungere il vero obiettivo di questo breve viaggio, ovvero la piazza centrale di Buonopane, frazione di Barano, località dell’erto entroterra isolano dove si celebra la nascita di S. Giovanni Battista in un modo originale: si balla l’antichissima danza della ‘Ndrezzata. Tradizionalmente la ‘Ndrezzata si balla la notte del 24 giugno e il Lunedì in Albis.  La ‘Ndrezzata è un ballo unico nel panorama campano poiché a differenza di quasi tutte gli altri riti e canti della regione l’oggetto della celebrazione non è la Madonna in uno dei suoi infiniti aspetti ma a Buonopane si celebra la peculiare figura di S. Giovanni Battista, forse l’unico santo di cui non si celebra la data di morte (19 agosto) ma la data di nascita (appunto 24 giugno) la quale precede la data di nascita Gesù (cugino di Giovanni) di sei mesi esatti e se ci facciamo due conti non possiamo non notare che le due date cadono rispettivamente a ridosso del solstizio di estate e del solstizio d’inverno. Le date non sono casuali, la nascita di S. Giovanni cade nel momento in cui il sole sta acquisendo più forza mentre la nascita di Cristo cade a ridosso del momento in cui il sole perde vigore e questi argomenti possono sembrare un po&#8217; astrusi ma in realtà considerando l’antichità della ‘Ndrezzata vedremo che tanti elementi della cultura pagana o antica sono sopravvissuti all’interno di questo rituale. La danza si svolge con 18 danzatori coadiuvati da un Primo Ballerino e accompagnati da suonatori di flauti e tammorre. I 18 danzatori sono tutti uomini e vengono son divisi in due gruppi da 9 unità e in un gruppo i danzatori indossano un farsetto verde mentre nell’altro gruppo si trovano danzatori con il farsetto rosso: i primi rappresentano le donne di Buonopane, i secondi invece interpretano la comunità maschile e si danza creando due cerchi concentri con i ballerini vestiti di verde nel cerchio più interno mentre i rosso-vestiti danzano nel cerchio esterno e la danza non ha molto di amoroso perché ogni ballerino porta con sé una spada di legno e una piccola daga nello stesso materiale (mazzariello) con le quali durante il ballo si imita una battaglia che la tradizione vuole sia stata combattuta fra gli abitanti di Buonopane e quelli di Barano a causa delle tanti rivalità campanilistiche e secondo una leggenda la prima ‘Ndrezzata fu ballata proprio in occasione della celebrazione del trattato di pace stilato dalle due comunità ma si tratta di una leggenda molto tarda che cerca di spiegare la complessità del ballo che ha origini molto più antiche della nascita delle moderne Barano o Buonopane. Infatti il ballo in due cerchi concentrici è una chiara allusione al culto solare e la divisione fra “maschi” e “femmine” che pare lottino divisi in due fazioni è sicuramente un richiamo ad antichi culti solari legati alla fertilità e il mondo greco, così ben presente ad’Ischia fin dall’alba dei tempi, conosce molte danze eseguite da uomini armati. Arrivo in piazza a Buonopane nel tardo pomeriggio e trovo miracolosamente parcheggio, la piazza è in fermento perché si stanno sistemando gli stand dei paninari e dei vari rivenditori di prodotti locali e nell’angolo di piazza utilizzato come palcoscenico per la danza e decorato con le maioliche fa bella mostra di sé un maxischermo che ci ricorda che più tardi ci sarà il match di girone agli europei Croazia- Italia, la cui proiezione ha fatto slittare di un paio d’ore la celebrazione della danza rituale. Dovendo aspettare un po&#8217; vado a vedere la mostra artistica allestita nell’asilo locale, ovvero “Scorci d’Ischia” con opere di P. Di Costanzo, A. Alemanno e F. Mazzella. Durante la mia visita alla mostra conosco alcuni degli artisti che in maniera estremamente gentile mi racconto come sono nate le loro opere pittoriche, come eseguono i loro lavori in acrilico o olio e visto che l’amico Ivano di Meglio, rigoroso storico delle realtà locali, ha portato in esposizione anche alcuni oggetti dell’antica cultura contadina buonopanese si parla molto dell’antica Ischia rurale e di come funzionava il vecchio mondo contadino di cui il giovane Ivano e gli artisti serbano ancora qualche ricordo legato ai nonni e alle persone delle vecchie generazioni . mi colpisce un bel dipinto ad olio di Patrizia Di Costanzo che ritrae una vecchia ed enorme quercia, chiedo più informazioni all’autrice e ad Ivano e mi si dice che l’enorme albero è il più vecchio dell’isola e grazie al loro impegno è stato recentemente (e con molta fatica) ascritto al registro regionale degli alberi monumentali ma c’è un grosso problema: la pianta soffre di cancro e se i fondi regionali non arriveranno in tempo per fare i dovuti trattamenti l’albero morirà. Chiedo per curiosità dove si trovi l’albero convinto che debba trattarsi di una località remota incuneata fra le pendici dell’Epomeo e invece l’albero si trova a pochi passi in località Candiano, poco più a valle della Piazza e della chiesa di S. Giovanni Battista. Dopo essermi congedato decido di andare a vedere l’albero e comincia la stradina in discesa, mi fermo alla chiesa di S. Giovanni per vedere le decorazioni dei rifacimenti barocchi e poi raggiungo Candiano e mi trovo al cospetto dell’enorme quanto antica quercia che pare abbia circa 4 secoli d’età. L’albero è una quercia delle specie Farnia, ha un diametro di più di 8 metri alla base del tronco ed altissimo, purtroppo il cancro alle radici non è da sottovalutare. Questo albero stava già qui quando venivano stilati i più antichi documenti noti che citano la ‘Nderezzata. Torno verso il paese, la breve escursione mi ha fatto venire fame ma lungo la strada, scandita da tanti cancelli che precludono allo sguardo le cantine dei buonopanesi, mi imbatto in un atelier molto singolare: il Ceppo Matto, il regno di un artista di Buonopane che scolpisce nel legno i propri sogni e desideri. Ad accogliermi c’è Raffale Di Costanzo l’artista che mi racconta un po&#8217; la sua attività. Raffaele ha allestito il studio in una vecchia cantina e ci tiene a sottolineare che nonostante abbia più di settant’anni è solo da vent’anni che si dedica alla scultura ed è un orgoglioso autodidatta che mette spesso in difficoltà i critici visto che a parere di molti una persona che scolpisce le sue opere non può essere certo a digiuno di studio o teoria, Raffele ridacchia e dice che invece è così, le sue opere nascono dalla sua capacità di concretizzare le proprie idee rispettando al tempo stesso la natura del pezzo di legno su cui si trova ad intervenire modellandolo ad arte. Lascio Raffale e il suo approccio positivo all’arte e alla vita perché è arrivato il momento della partita, gli abitanti della zona alta dell’isola si riuniscono per vedere cosa farà la nostra sgangherata nazionale mentre io mangio una pizza nell’ottima pizzeria che si trova in piazza. La partita si svolge come sappiamo e la piazza per quasi due ore resta muta ma il gol finale degli Azzurri riporta in vita la folla che si trova a questo punto nello stato d’animo migliore per assistere al rito, il maxischermo viene smontato e finalmente, di fronte alla comunità, arriva il Primo Ballerino che introduce lo spettacolo. Prima della ‘Ndrezzata ci sarà un’altra danza molto particolare che appartiene al patrimonio culturale ischitano: A vattut&#8217; e ll&#8217;astreche, ovvero la costruzione del tetto delle case tradizionali. Era abitudine nell’Ischia rurale di costruire il tetto delle case dalla tipica volta a botte con una gettata di malta mista a lapilli, un lavoro dure che richiedeva la lavorazione del composto e la sua messa in opera che si faceva battendo con dei bastoni la malta allettata su una sorta di stampo (centina). Il lavoro era duro e il composto doveva essere battuto in maniera frenetica e gli operai si davano il tempo mentre colpivano la molta con i bastoni grazie ad un canto particolare. Il lavoro di costruzione non era fatto da operai specializzati ma dalle persone della comunità che “aiutavano” colui che stava costruendo il fabbricato e pertanto il proprietario era tenuto ad organizzare un pranzo per sfamare i suoi aiutanti e sovente si macellava il maiale in questa occasione in modo da garantire molto cibo ai commensali. Durante il ballo che ho visto in piazza tutti questi momenti sono presenti in maniera ritualizzata, anche la cuccagna con tutte le strenne e i salumi presente sul palco allude al pranzo rituale. La Vattut’e l’astreche dura pochi minuti ma ci porta indietro di secoli, quando il mondo della musica era fortemente connesso ai suoni domestici e soprattutto al lavoro, non è mistero che molti degli strumenti musicali antichi erano in origine strumenti da lavoro. Finita la prima danza arriva il momento della ‘Ndrezzata: i danzatori arrivano e rispettano rigorosamente tutti i punti della tradizione, per un attimo il vorticare frenetico delle finte spade ci porta ai tempi dei D’Avalos e dell’Ischia medievale. È difficile descrivere la sinfonia cercopica che gli abitanti di Buonopane, in arte i 18 danzatori, riescono ad eseguire magistralmente, tutti i temi della melodia, perlopiù amorosi, si presentano davanti a noi facendo materializzare i tanti personaggi della Buonopane rurale allora come oggi sospesa fra terreno vulcanico e un mare azzurro mai troppo lontano. La danza finisce, così l’ode a S. Giovanni Battista non troppo scontento di figurare fra tanti simboli presi a prestito dal mondo pagano. I danzatori scendono dal palco e si disperdono fra la folla mentre i buonopanesi puro sangue criticano o elogiano l’esecuzione. Io vado via dopo aver preso un po&#8217; di miele locale, la fasta è caduta in settimana e il giorno dopo tutti dovranno tornare agli impegni della vita moderna ma la tradizione è stata rispetta e la connessione con un passato remoto di cui quasi non abbiamo memoria è stata ripristinata per essere poi riproiettata in vista dell’anno prossimo. Come tradizione vuole. Torno giù a Forio attraversando un’Ischia ancora un po&#8217; sonnacchiosa visto che siamo ad inizio stagione, il mese prossimo non sarà cosi tranquilla ma va bene lo stesso, ogni cosa ha i suoi tempi.</p>


<figure class="wp-block-post-featured-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1240" height="930" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_235109-scaled.jpg?resize=1240%2C930&#038;ssl=1" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" style="object-fit:cover;" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_235109-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_235109-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_235109-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_235109-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_235109-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_235109-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_235109-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" data-recalc-dims="1" /></figure>


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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="522" data-id="3856" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234735a.jpg?resize=1024%2C522&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3856" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234735a-scaled.jpg?resize=1024%2C522&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234735a-scaled.jpg?resize=300%2C153&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234735a-scaled.jpg?resize=768%2C391&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234735a-scaled.jpg?resize=1536%2C782&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234735a-scaled.jpg?resize=2048%2C1043&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234735a-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">un momento della &#8216;Ndrezzata</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="600" data-id="3857" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234641a.jpg?resize=1024%2C600&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3857" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234641a-scaled.jpg?resize=1024%2C600&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234641a-scaled.jpg?resize=300%2C176&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234641a-scaled.jpg?resize=768%2C450&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234641a-scaled.jpg?resize=1536%2C900&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234641a-scaled.jpg?resize=2048%2C1200&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234641a-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">i danzatori all&#8217;opera</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3859" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_223314.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3859" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_223314-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_223314-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_223314-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_223314-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_223314-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_223314-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">la piazza usata come palco per la &#8216;Ndrezzata e sullo sfondo la folla che assiste alla partita Croazia-Italia</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3855" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_185654.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3855" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_185654-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_185654-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_185654-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_185654-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_185654-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_185654-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">la chiesa di S. Giovanni Battista a Buonopane</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="3860" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203141.jpg?resize=768%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3860" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203141-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203141-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203141-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203141-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203141-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">autoritratto di Raffale Di Costanzo</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3862" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203442.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3862" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203442-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203442-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203442-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203442-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203442-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203442-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">Atelier &#8220;il Ceppo Matto&#8221; di Raffaele Di Costanzo</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="3858" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184345.jpg?resize=768%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3858" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184345-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184345-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184345-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184345-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184345-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">fra le decorazioni in maioliche che abbelliscono la piazza di Buonopane c </figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3854" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_183936.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3854" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_183936-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_183936-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_183936-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_183936-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_183936-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_183936-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">la mostra &#8220;Scorci d&#8217;Ischia&#8221;</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="3861" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184900.jpg?resize=768%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3861" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184900-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184900-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184900-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184900-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184900-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" data-recalc-dims="1" /></figure>
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		<title>Salvini contro Musumeci, destra disunita sul bradisismo</title>
		<link>https://www.lacittaflegrea.it/2024/05/26/salvini-contro-musumeci-destra-disunita-sul-bradisismo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2024 14:14:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Io lavorerei per mettere in sicurezza le case, non per far andare via la gente. Poi è chiaro che sul Piano Casa, che avrà anche una seconda tranche, ci sarà anche un intervento sulla messa in sicurezza, sulle assicurazioni e quello sarà fondamentale». Così il leader della Lega Matteo Salvini ha risposto a chi gli &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2024/05/26/salvini-contro-musumeci-destra-disunita-sul-bradisismo/"> <span class="screen-reader-text">Salvini contro Musumeci, destra disunita sul bradisismo</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p>«Io lavorerei per mettere in sicurezza le case, non per far andare via la gente. Poi è chiaro che sul Piano Casa, che avrà anche una seconda tranche, ci sarà anche un intervento sulla messa in sicurezza, sulle assicurazioni e quello sarà fondamentale». Così il leader della Lega Matteo Salvini ha risposto a chi gli chiedeva un parere sulle recenti dichiarazioni del ministro Musumeci sul bradisismo&nbsp;<strong>ai</strong>&nbsp;<strong>Campi</strong>&nbsp;<strong>Flegrei</strong>. Quanto alla possibilità di fare ricorso al sisma bonus Salvini ha detto: &#8220;Capisco le difficoltà degli sfollati &#8211; ha detto &#8211; non è una delega mia, io rispondo di quello che posso fare direttamente. Chiederò&nbsp;<strong>ai</strong>&nbsp;miei colleghi ministri che ne hanno la competenza di fare in fretta»</p>
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		<title>L’opera più importante del Museo diocesano in mostra da oggi. Monaco: «Attraverso la cultura passa il riscatto della rocca»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 06:40:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Luoghi della Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[«L’obiettivo di questa amministrazione è far divenire il Rione Terra non solo il custode della storia di Pozzuoli, ma anche un luogo dove la cultura divenga elemento attrattivo. Questo per dire che la mostra che ci si accinge ad inaugurare è esattamente in linea con ciò a cui questa amministrazione aspira», queste le parole del &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2024/03/22/lopera-piu-importante-del-museo-diocesano-in-mostra-da-oggi-monaco-attraverso-la-cultura-passa-il-riscatto-della-rocca/"> <span class="screen-reader-text">L’opera più importante del Museo diocesano in mostra da oggi. Monaco: «Attraverso la cultura passa il riscatto della rocca»</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p>«L’obiettivo di questa amministrazione è far divenire il Rione Terra non solo il custode della storia di Pozzuoli, ma anche un luogo dove la cultura divenga elemento attrattivo. Questo per dire che la mostra che ci si accinge ad inaugurare è esattamente in linea con ciò a cui questa amministrazione aspira», queste le parole del vicesindaco Filippo Monaco che ieri ha presenziato all’inaugurazione del restauro dell’opera di Massimo Stanzione, che potrà essere visitabile da oggi al Museo Diocesano.</p>



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<p>Il quadro individuato in precario stato di conservazione nel 2021 nella chiesa della masseria di San Domenico a Soccavo, il dipinto &#8220;Madonna di Costantinopoli&#8221; di Massimo Stanzione viene finalmente restituito in tutta la sua potenza espressiva dopo un complesso intervento di restauro: dal 22 marzo al 30 giugno l&#8217;opera sarà esposta al Museo Diocesano di Pozzuoli.</p>



<p><br>    La Madonna è raffigurata come un&#8217;icona di derivazione orientale molto diffusa nell&#8217;Italia meridionale, il cui culto si afferma a Napoli a partire dalla peste del 1526, rinnovandosi nelle successive, tragiche epidemie. Il recupero della tela, siglata di uno dei grandi protagonisti della pittura del Seicento italiano, si deve al professor Giuseppe Porzio dell&#8217;Università di Napoli L&#8217;Orientale con le restauratrici di Studio Ermes e di Ambra restauri, e al lavoro di tutela dell&#8217;Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Pozzuoli. &#8220;Per il prestigio dell&#8217;autore, la qualità esecutiva del manufatto e il significato devozionale dell&#8217;immagine, la Madonna di Costantinopoli di Stanzione è senz&#8217;altro il dipinto più importante attualmente presente nel territorio della diocesi dopo il ciclo di tele secentesche commissionato dal vescovo Martín de León y Cárdenas per la cattedrale di Pozzuoli, peraltro fortemente depauperato dall&#8217;incendio del 1964&#8221; spiega Porzio. Il percorso espositivo, intitolato &#8220;Lo sguardo di Maria&#8221;, inserisce l&#8217;opera di Stazione tra quelle di Pietro Belverte, Giovanni Ricca, Filippo Vitale, Cesare e Francesco Fracanzano, Paolo Finoglio e Artemisia Gentileschi.<br>    La visita guidata sarà a cura dai ragazzi di Puteoli Sacra, direttore scientifico don Roberto Della Rocca, prima esperienza in Europa a prevedere la gestione di un patrimonio archeologico e storico-artistico da parte di ragazzi e donne provenienti dall&#8217;area penale, coordinato dalla Fondazione CED Regina Pacis diretta da Gennaro Pagano, con il sostegno di Fondazione Con il Sud.</p>



<p><br>    &#8220;Speriamo che quanti si soffermeranno ad ammirare la bellezza dell&#8217;immagine della Vergine Maria possano vivere una profonda esperienza spirituale&#8221; commenta il Vescovo di Pozzuoli monsignor Carlo Villano. (ANSA).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="534" height="700" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/03/lamadonna-di-costantinopoli.jpg?resize=534%2C700&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-2832" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/03/lamadonna-di-costantinopoli.jpg?w=534&amp;ssl=1 534w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/03/lamadonna-di-costantinopoli.jpg?resize=229%2C300&amp;ssl=1 229w" sizes="auto, (max-width: 534px) 100vw, 534px" data-recalc-dims="1" /></figure>
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		<title>Il 6 marzo si inaugura il nuovo allestimento al Museo archeologico di Stabia Libero D&#8217;Orsi  Castellammare di Stabia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Liccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 09:36:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Stabiae Renatae&#8221; ovvero Stabia Rinata, così i romani chiamavano l&#8217;antica città di Castellammare di Stabia poiché fu l&#8217;unico centro dell&#8217;area vesuviana a rinascere dopo la distruzione dovuta alla terribile eruzione del 79 d.C. la stessa che sigillo&#8217; con cenere e altri materiali vulcanici i vicini centri di Pompei ed Ercolano. E se Stabia è nata &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2024/03/06/il-6-marzo-si-inaugura-il-nuovo-allestimento-al-museo-archeologico-di-stabia-libero-dorsi-castellammare-di-stabia/"> <span class="screen-reader-text">Il 6 marzo si inaugura il nuovo allestimento al Museo archeologico di Stabia Libero D&#8217;Orsi  Castellammare di Stabia</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p>&#8220;Stabiae Renatae&#8221; ovvero Stabia Rinata, così i romani chiamavano l&#8217;antica città di Castellammare di Stabia poiché fu l&#8217;unico centro dell&#8217;area vesuviana a rinascere dopo la distruzione dovuta alla terribile eruzione del 79 d.C. la stessa che sigillo&#8217; con cenere e altri materiali vulcanici i vicini centri di Pompei ed Ercolano. E se Stabia è nata due volte così è avvenuto al suo museo sito nell&#8217;antica reggia borbonica di Quisisana dove più di dieci anni fa fu allestita una mostra con i reperti archeologici provenienti dalle ville romane del Pianoro di Varano (una località stabiase) che nel 2020 è stata ampliata tanto da poter fondare sempre nella stessa sede un vero e proprio museo intitolato &#8220;Museo Archeologico Libero D&#8217;Orsi&#8221; dedicato al grande studioso di storia locale che tanto si spese per la tutela delle ville romane sparse nel comprensorio di Castellammare. Il 24 settembre 2020 grazie alle sinergie nate fra il Parco Archeologico di Pompei e il comune di Castellammare di Stabia il museo prese vita e accolse i primi visitatori e il successo è stato così grande che a pochi anni di distanza il prossimo 6 marzo verrà inaugurata una nuova sezione del museo che permetterà di vedere nuovi o inediti reperti provenienti dal territorio e anche i magazzini del museo con i laboratori di restauro e di digitalizzazione del patrimonio, inoltre una parte importante del nuovo allestimento sarà dedicata alla ricostruzione del paesaggio stabiese in età romana grazie all&#8217;uso di tecnologie digitali. Il museo ospiterà anche due collezioni in prestito: alcuni reperti romani provenienti dal Museo Diocesano sorrentino stabiese rinvenuti nei pressi della Cocattedrale di S. Catello a Castellammare e poi alcuni reperti sequestrati ai tombaroli da parte dei locali reparti dei Carabinieri predisposti alla tutela del patrimonio culturale. La Reggia di Quisisana è uno dei più antichi Siti Reali del Regno di Napoli e l&#8217;elegante palazzo di rifacimento borbonico è stato dato in comodato d&#8217;uso al Parco Archeologico di Pompei dal Comune di Castellammare di Stabia nel cui territorio vi è finalmente un museo che ospita più di 500 reperti che possono dare dignità ad un territorio che con i vicini comuni di Ercolano, Pompei, Torre Annunziata e Boscoreale è di certo uno degli hotspot dell&#8217;archeologia internazionale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="1000" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/03/FB_IMG_1709612484042.jpg?resize=750%2C1000&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-2466" style="width:283px;height:auto" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/03/FB_IMG_1709612484042.jpg?w=750&amp;ssl=1 750w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/03/FB_IMG_1709612484042.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">Visitatori stranieri ammirano il lararium affrescato rinvenuto presso la villa romana di Carmiano in territorio gragnanese</figcaption></figure>


<figure class="wp-block-post-featured-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="750" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/03/FB_IMG_1709612456736.jpg?resize=1000%2C750&#038;ssl=1" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" style="object-fit:cover;" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/03/FB_IMG_1709612456736.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/03/FB_IMG_1709612456736.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/03/FB_IMG_1709612456736.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" data-recalc-dims="1" /></figure>]]></content:encoded>
					
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