«Il Supervulcano? Può essere la nostra attrattiva»

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«L’oro dei Campi Flegrei è il turismo, se mettiamo i nostri edifici in sicurezza, anche il bradisismo e le nostre città che sorgono in una caldera di un supervulcano possono essere risorsa. Non possiamo ritrovarci, dopo tanti anni di lavoro, anche con un default economico», a parlare è Fulvio Ferrigno amministratore unico di Turismo e Servizi.

Avete già registrato cali nelle presenze sui nostri territori?

«Da ottobre, salvo il mese di novembre, il calo c’è stato e si è aggirato circa il 15 per cento, non ci ha aiutato la narrazione del bradisismo fatta dai media nazionali, i video apocalittici e le fake. Noi su questa terra viviamo da secoli. Se ci adeguiamo a norme antisismiche precise, si può vivere. Non si possono radere al suolo ventimila case o trasformare in deserto una area vastissima che arriva fino a Napoli e su questo siamo d’accordo tutti. E’ chiaro che c’è timore. Ma so che con una politica strategica adeguata si può restare e anzi vivere bene. Il bradisismo è un moto perpetuo. Non un terremoto. Non a caso i Campi Flegrei sono chiamati la terra ballerina».

E come il bradisismo può anche diventare risorsa?

«Noi da aprile registriamo un aumento delle presenze turistiche. C’è chi, giustamente è curioso. Ci sono luoghi dove le eruzioni dei vulcani diventano attrattiva. Noi per esempio abbiamo organizzato un pacchetto brasidismo: un walking tour che va dal tempio di Serapide, il barometro del sali e scendi della nostra terra fino alla Darsena, il piccolo porto che ormai è una piccola spiaggetta con le barche dei pescatori per concludersi sulla terrazza degli Dei, dove poter ammirare la Solfatara, sentire l’odore di zolfo. Mi dica in quale parte del mondo si può capire la storia di un evento geologico di tale portata e che cosa è un Supervulcano, se non qui? Non abbiamo solo paesaggi mozzafiato, archeologia, musei, itinerari ambientalistici, laghi, ma anche l’aria che respiriamo con questo odore aspro di zolfo può divenire attrattiva. E’ da tempo che sono certo, dopo la chiusura delle fabbriche che hanno deturpato il nostro territorio, che per vivere qui, lavorare in questa terra sia utile sviluppare i nostri tesori, le peculiarità di un Supervulcano».

Ma non crede che manchino risorse e strategie?

«Credo fermamente che anche chi fa impresa deve proporre e costruire. Poi stavolta il Comune, con l’istituzione della tassa di soggiorno, che è in ogni città del mondo che si dice meta turistica, potrà lavorare ancor meglio sul marketing territoriale. Certo adesso bisognerebbe fare un ultimo sforzo: mettere in sicurezza gli edifici e aprire il percorso archeologico del Rione Terra, chiuso da mesi. Da troppo tempo».

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