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	<title>Rubriche &#8211; La Città Flegrea</title>
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	<title>Rubriche &#8211; La Città Flegrea</title>
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		<title>Da Pozzuoli ad Ancona. Maria Teresa Di Fraia conquista il Gambero Rosso con i suoi Gelati Radicali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Lamberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2025 12:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[Per il Gambero Rosso, la gelateria “Gelati Radicali” è entrata a pieno titolo tra le gelaterie emergenti nella nuova guida Gelaterie d’Italia. Marche e Campania celebrano così un’eccellenza firmata dalla titolare del laboratorio. Maria Teresa Di Fraia non fa gelati; li crea e li reinventa personalmente partendo da ciò che c’è di più semplice: la &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2025/02/02/da-pozzuoli-ad-ancona-maria-teresa-di-fraia-conquista-il-gambero-rosso-con-i-suoi-gelati-radicali/"> <span class="screen-reader-text">Da Pozzuoli ad Ancona. Maria Teresa Di Fraia conquista il Gambero Rosso con i suoi Gelati Radicali</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p>Per il Gambero Rosso, la gelateria “Gelati Radicali” è entrata a pieno titolo tra le gelaterie emergenti nella nuova guida Gelaterie d’Italia. Marche e Campania celebrano così un’eccellenza firmata dalla titolare del laboratorio. Maria Teresa Di Fraia non fa gelati; li crea e li reinventa personalmente partendo da ciò che c’è di più semplice: la materia prima. La sua passione l’ha portata ad Ancona, ma le origini puteolane sono radicate nel sorriso con il quale accoglie i clienti. <br>Classe 1995, laureata in Scienze gastronomiche a Parma con una specializzazione in legislazione alimentare all’Università di Wageningen (Paesi Bassi). A conquistare il Gambero Rosso è stato il suo gelato alla prugna.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="822" height="1024" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_0229.jpeg?resize=822%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4407" style="width:894px;height:auto" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_0229.jpeg?resize=822%2C1024&amp;ssl=1 822w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_0229.jpeg?resize=241%2C300&amp;ssl=1 241w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_0229.jpeg?resize=768%2C957&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_0229.jpeg?w=1170&amp;ssl=1 1170w" sizes="(max-width: 822px) 100vw, 822px" data-recalc-dims="1" /></figure>



<p><br>«A me ha fatto molto piacere che sia stato particolarmente apprezzato un gusto a frutta &#8211; spiega Maria Teresa &#8211; nonostante la presenza di gusti più creativi e ragionati. Il segreto è nel quantitativo di frutta presente nella ricetta, oltre il 60%, che uso fresca, intera e con la buccia».<br>La storia di Gelati Radicali inizia a Brescia, dove Maria Teresa frequenta un corso di gelateria. «Dopo il corso, mi sono trasferita ad Ancona per lavoro ed ho iniziato a fare il gelato a casa &#8211; racconta la gelatiera &#8211; C’era una libreria che aveva un piccolo spazio gastronomico, assaggiarono il mio gelato tramite amici e mi chiesero di produrlo perchè volevano inserire un banco con il mio gelato in libreria».<br>Ed è così che Maria Teresa inizia a mettere le basi di quello che ora è “Gelati Radicali”.<br>«Iniziai dunque a cercare un laboratorio e comprare i macchinari &#8211; continua Maria Teresa -. La libreria poi chiuse ed io intanto avevo avviato questo laboratorio che in realtà era diventato anche una gelateria dove vendevo direttamente il prodotto».<br>A conquistare Ancona è stata non solo la genuinità del prodotto ma anche la familiarità con i gusti proposti. Da Gelati Radicali i gusti sono pensati per replicare i sapori locali e valorizzare i prodotti tipici delle Marche, anche se non manca un po’ di casa. «Facciamo la pastiera napoletana a Pasqua con la ricetta di famiglia, qui va tantissimo».<br>Tradizioni e radici che emergono quando le si chiede a quale gusto sia particolarmente legata. <br>«Non è un gusto che ho fatto in gelateria &#8211; svela l’imprenditrice senza pensarci molto &#8211; A Pozzuoli, nel giardino di casa, abbiamo alberi di arance e mandarini e con i quali realizziamo il sorbetto agli agrumi usando la mia prima macchina per fare il gelato. È anche uno dei primi gelati che abbiamo fatto a casa ed a quel gusto ci sono molto affezionata. I mandarini di Pozzuoli sono buonissimi probabilmente per l’origine vulcanica del terreno».</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Scoperte le botteghe della Domus Aurea con i colori di Pozzuoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 10:54:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
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					<description><![CDATA[La Domus Aurea continua a sorprendere e restituisce una eccezionale scoperta legata alle botteghe che lavorarono agli affreschi della monumentale residenza voluta dall&#8217;imperatore Nerone La Domus Aurea continua a sorprendere e restituisce una eccezionale scoperta legata alle botteghe che lavorarono agli affreschi della monumentale residenza voluta dall&#8217;imperatore Nerone. Durante le recenti indagini archeologiche sono state &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2025/01/20/scoperte-le-botteghe-della-domus-aurea-con-i-colori-di-pozzuoli/"> <span class="screen-reader-text">Scoperte le botteghe della Domus Aurea con i colori di Pozzuoli</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p>La Domus Aurea continua a sorprendere e restituisce una eccezionale scoperta legata alle botteghe che lavorarono agli affreschi della monumentale residenza voluta dall&#8217;imperatore Nerone La Domus Aurea continua a sorprendere e restituisce una eccezionale scoperta legata alle botteghe che lavorarono agli affreschi della monumentale residenza voluta dall&#8217;imperatore Nerone. Durante le recenti indagini archeologiche sono state infatti individuate due vasche in uso durante le fasi di cantiere del palazzo sia per spegnere la calce sia per conservare e lavorare i pigmenti colorati da usare nelle decorazioni parietali. Tra i pigmenti ritrovati e sottoposti ad analisi microscopiche e spettroscopiche per individuarne la composizione chimica e mineralogica, spicca la presenza di ocra gialla all&#8217;interno di un&#8217;anfora, di vasetti contenenti pigmenti con toni del rosso, come il realgar e la terra rossa, e soprattutto di un eccezionale lingotto del preziosissimo blu egizio pronto per essere macinato. La rarità del ritrovamento è dovuta alle notevoli dimensioni del lingotto (un&#8217;altezza di 15 cm e un peso di 2,4 Kg), dato che il pigmento solitamente viene trovato solo in polvere o sotto forma di piccole sfere, come testimoniato dalle scoperte effettuate soprattutto a Pompei. Il blu egizio è un pigmento che non esiste in natura, ma viene prodotto artificialmente cuocendo, ad una temperatura molto elevata, una miscela di silice, rocce calcaree, minerali contenenti rame e carbonato di sodio. Il procedimento per la sua preparazione viene descritto da Vitruvio nella sua opera De Architectura, (VII, 11). Conosciuto e usato almeno dalla metà del III millennio in Egitto e in Mesopotamia, si diffonde poi nel Mediterraneo antico. Nel mondo romano è impiegato nelle decorazioni pittoriche da solo o associato ad altri pigmenti per realizzare specifiche varietà cromatiche e ricercati effetti di luminosità. Viene ad esempio usato per rendere una tonalità più fredda per l&#8217;incarnato delle figure, per realizzare il chiaroscuro nei panneggi delle vesti o, ancora, per dare lucentezza agli occhi. Uno dei maggiori centri di produzione ed esportazione è Alessandria d&#8217;Egitto; recenti scoperte ne hanno tuttavia individuati altri in territorio italico, come a Cuma, Literno e&nbsp;<strong>Pozzuoli</strong>, quest&#8217;ultima già ricordata da Vitruvio come luogo famoso per una produzione di eccellenza. A Pompei le testimonianze sono essenzialmente legate alla lavorazione e all&#8217;uso del pigmento in contesti di lusso. Il ritrovamento a Roma, in ambito imperiale, di un nucleo così cospicuo di blu egizio conferma ancora una volta la raffinatezza e l&#8217;altissima specializzazione delle maestranze che operano nelle decorazioni del palazzo, con l&#8217;uso di pigmenti ricercati e costosi. Lo studio dei contesti e dei materiali di questo settore della Domus Aurea, ancora in corso, potrebbe aggiungere un importante contributo lla conoscenza dell&#8217;uso del pigmento anche nel Rinascimento, come nel Trionfo di Galatea di Raffaello. Il brillante blu egizio unisce quindi, a distanza di secoli, i pittori che decorarono il palazzo e i pittori che, con stupore ed emozione, lo riscoprirono nel Rinascimento. &#8220;Il fascino trasmesso dalla profondità del blu di questo pigmento è incredibile &#8211; commenta Alfonsina Russo, direttore del Parco archeologico del Colosseo -. La Domus Aurea ancora una volta emoziona e restituisce la brillantezza dei colori utilizzati dai pittori che abilmente decorarono la stanze di questo prezioso e raffinato palazzo imperiale&#8221;</p>
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		<title>Il murales in via Solfatara per celebrare i 90 anni di Sophia Loren, l&#8217;ultima diva. Ecco l&#8217;omaggio della sua Pozzuoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Liccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2024 07:07:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Novanta anni e non sentirli: come tutte le leggende anche Costanza Brigida Sofia Villani Scicolone, nel mito Sophia Loren, non perde popolarità nonostante lo scorrere del tempo visto che ancora oggi molti stranieri associano la cittadina di Pozzuoli alla sua illustre figlia e proprio lì dove è cresciuta Sophia ovvero nella zona di via Solfatara &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2024/09/22/il-murales-in-via-solfatara-per-celebrare-i-90-anni-di-sophia-loren-lultima-diva-ecco-lomaggio-della-sua-pozzuoli/"> <span class="screen-reader-text">Il murales in via Solfatara per celebrare i 90 anni di Sophia Loren, l&#8217;ultima diva. Ecco l&#8217;omaggio della sua Pozzuoli</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p>Novanta anni e non sentirli: come tutte le leggende anche Costanza Brigida Sofia Villani Scicolone, nel mito Sophia Loren, non perde popolarità nonostante lo scorrere del tempo visto che ancora oggi molti stranieri associano la cittadina di Pozzuoli alla sua illustre figlia e proprio lì dove è cresciuta Sophia ovvero nella zona di via Solfatara a ridosso dell&#8217;anfiteatro neroniano-flavio da qualche giorno fervono i preparativi per il completamento di un murales dedicato a Donna Sophia che si trova all&#8217;altezza del numero civico 5, praticamente di fronte alla villetta nel cui cortile la piccola Sophia si divertiva a giocare con i pattini. Il murales nasce da un progetto di Enzo Buono che porta il nome di &#8220;Sophia da Pozzuoli&#8221; ed è l&#8217;artista spagnola Leticia Mandragora che si sta occupando della realizzazione dell&#8217;opera iniziata non a caso il 20 settembre scorso, giorno del novantesimo compleanno della Loren. A breve il murales sarà completato e tutti i turisti che passeggeranno su via Solfatara per raggiungere la stazione ferroviaria potranno godere dell&#8217;opera ispirata alla figlia più famosa di questa vulcanica cittadina, in calce alcune foto  che ritraggono l&#8217;avanzamento dei lavori.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" data-id="4058" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143588.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4058" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143588-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143588-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143588-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143588-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143588-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143588-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" data-id="4057" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143590.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4057" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143590-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143590-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143590-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143590-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143590-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/09/1000143590-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /></figure>
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		<title>Turismo, una banca dati delle strutture ricettive: ecco le disposizioni del governo e il ruolo di Regione e Comuni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2024 08:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Flegrea]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un sistema digitale, un modo per mettere in rete tutte le strutture ricettive, una vera e propria banca dati nazionale legata al turismo e alle strutture ricettive, non è solo un progetto, ma il contenuto del decreto ministeriale appena firmato ed è previsto che entro il 1 settembre, fra dieci giorni circa, il Ministero del &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2024/08/20/turismo-una-banca-dati-delle-strutture-ricettive-ecco-le-disposizioni-del-governo-e-il-ruolo-di-regione-e-comuni/"> <span class="screen-reader-text">Turismo, una banca dati delle strutture ricettive: ecco le disposizioni del governo e il ruolo di Regione e Comuni</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un sistema digitale, un modo per mettere in rete tutte le strutture ricettive, una vera e propria banca dati nazionale legata al turismo e alle strutture ricettive, non è solo un progetto, ma il contenuto del decreto ministeriale appena firmato ed è previsto che entro il 1 settembre, fra dieci giorni circa, il Ministero del Turismo pubblicherà in Gazzetta Ufficiale un avviso che attesta l’entrata in funzione della Banca Dati Nazionale delle Strutture Ricettive BDSR. Dal giorno della pubblicazione dell’avviso i titolari o gestori delle strutture ricettive e delle attività di locazione breve avranno 60 giorni per collegarsi alla piattaforma nazionale e richiedere il CIN, accedendo tramite SPID o CIE e inserendo i dati richiesti dal sistema. Il Ministero del turismo pubblicherà sul proprio sito istituzionale una Circolare esplicativa delle modalità di accesso alla piattaforma e di compilazione. Per il rilascio del CIN, oltre ad inserire i dati minimi obbligatori, la piattaforma nazionale del Ministero (https://bdsr.ministeroturismo.gov.it/) richiede che lo Spid del richiedente sia associato al codice fiscale o alla partita iva della struttura ricettiva o dell’attività di locazione breve. Pertanto, per agevolare tale associazione e, conseguentemente, il rilascio del CIN, la Regione Campania, attraverso la collaborazione tra la Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo e l’Ufficio Speciale per la Crescita e la Transizione digitale, ha implementato il Servizio Digitale denominato “Aggiornamento Banca Dati Regionale Strutture Ricettive e Locazioni Brevi”. Il Servizio è destinato all’aggiornamento e alla verifica dei dati presenti nella Banca dati regionale delle strutture ricettive (alberghiere, extralberghiere e all’aria aperta) e delle attività di locazione breve di cui al D.L. 50/2017, dove i titolari/gestori delle strutture ricettive e delle attività di locazione breve potranno associare il codice fiscale o la partita iva di ogni struttura al richiedente CIN e indicare anche eventuali delegati, oltre a completare eventuali informazioni.</p>



<p>L’intento della Regione è di semplificare l’applicazione delle disposizioni nazionali inerenti l’attribuzione del Codice Identificativo Nazionale e tutelare la leale concorrenza; pertanto il comune impegno di Amministrazioni locali e Associazioni di settore diviene fondamentale per diffondere le informazioni e assicurare il rispetto delle normative, contribuendo a contrastare le forme irregolari di ospitalità. Ai Comuni si raccomanda celerità nell’assegnazione dei codici regionali CUSR alle strutture ricettive e alle attività di locazione breve per permetterne l’identificazione a livello regionale e la successiva richiesta di acquisizione del codice identificativo nazionale CIN.</p>



<p>«E’ una novità – dice Fulvio Ferrigno presidente di Turismo e Servizi – e ai Comuni spetta il ruolo di accelerare nell’assegnazione dei codici regionali CUSR alle strutture ricettive e alle attività di locazione breve per permetterne l’identificazione a livello regionale e la successiva richiesta di acquisizione del codice identificativo nazionale CIN».</p>
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		<title>Estate, tempo di sole, mare e snorkeling: consigli per osservare i fondali flegrei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Liccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Aug 2024 08:52:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;estate è ormai arrivata e l&#8217;esigenza di frequentare le spiagge è sempre più impellente ma se siete stanchi di giocare a racchettoni sul bagnasciuga o di fare le parole crociate sotto il non sempre economico ombrellone potrebbe essere arrivato il momento di dedicarsi ad un&#8217;attività rilassante ed educativa: lo snorkeling, nome esotico per indicare una &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2024/08/11/estate-tempo-di-sole-mare-e-snorkeling-consigli-per-osservare-i-fondali-flegrei/"> <span class="screen-reader-text">Estate, tempo di sole, mare e snorkeling: consigli per osservare i fondali flegrei</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p>L&#8217;estate è ormai arrivata e l&#8217;esigenza di frequentare le spiagge è sempre più impellente ma se siete stanchi di giocare a racchettoni sul bagnasciuga o di fare le parole crociate sotto il non sempre economico ombrellone potrebbe essere arrivato il momento di dedicarsi ad un&#8217;attività rilassante ed educativa: lo snorkeling, nome esotico per indicare una pratica piuttosto comune, ovvero l&#8217;osservazione dei fondali marini e dei suoi abitanti lungo le coste e a scarsa profondità. il curioso nome deriva dallo &#8220;snorkel&#8221;, ovvero il tubo quasi sempre in plastica o in silicone che permette di poter respirare mentre la testa è a pelo d&#8217;acqua e gli occhi sono protetti da una maschera da sub che garantisce il poter spiare la vita degli abitanti sotto le onde. la lingua italiana vanta un proprio termine per indicare lo snorkel e tale termine è &#8220;boccaglio&#8221;, userò tutti e due in maniera casuale senza una particolare ragione o forse solo per praticità. Come si sarà capito molto di questa attrezzatura è stata presa in prestito dalla subacquea (quella che usa le bombole, per capirci!) e quasi tutto è fatto con materiali che esitano da circa poco più di cinquant&#8217;anni ma la pratica è molto più antica,  senza scomodare i palombari del XIX secolo o i &#8220;sommozzatori&#8221; (pescatori in immersione di cannolicchi del Golfo di Napoli) possiamo dire che già a inizio XX secolo, ai primordi del turismo balneare, presso le città di mare non era inusuali imbattersi in persone che nuotavano con un mezzo barile sul cui fondo era stata messa una lastra di vetro: questo rudimentale oggetto permetteva di poter dare un&#8217;occhiata al fondo marino in maniera anche piuttosto discreta lì dove ci sono acqua limpide. Ora come già detto esistono mezzi più comodi e ogni fautore dello snorkeling avrà bisogno almeno di questi elementi per poter cominciare: costume da bagno, maschera da sub, snorkel e per chi vuole scarpette da scogli o pinne, con le prime ci si può arrampicare sugli scogli per riposarsi o esplorare zone emerse, con le seconde sarà molto più facile nuotare ma salire sugli scogli richiederà ogni volta la rimozione delle pinne. questa è l&#8217;attrezzatura base che si può reperire pure in una merceria, ormai! naturalmente conviene sempre dotarsi di oggetti di qualità e presso i rivenditori specializzati si troveranno tante soluzioni e molti consigli su quale maschera da sub scegliere (la conformazione del viso incide sul modello da acquistare) o quale taglia di pinne è congeniale al nostro piede. per chi vuole fare un passo in più può essere utile acquistare una muta leggera in modo da poter nuotare protetti dal freddo anche fuori stagione mentre l&#8217;acquisto di una cintura con i pesi può essere utile se si intende immergersi otre i &#8220;soliti&#8221; 3/4 metri di profondità, infine può essere utile procurarsi una macchina fotografica subacquea o una cosiddetta &#8220;action-cam&#8221; per immortalare fondali e relativi abitanti, personalmente trovo più comode le macchine subacquee digitali compatte ma si tratta di una mia personale inclinazione. arrivati in spiaggia con l&#8217;attrezzatura che si fa? ci si mette maschera, boccaglio e pinne e si nuota! con regolarità senza fretta e piegando leggermente il ginocchio si pinneggia con le mani che al massimo aiutano a stabilizzarci mentre si osserva il palcoscenico sottomarino, facendo ben attenzione a non infilare mai le mani in nessuna cavità e tenendo d&#8217;occhio la corrente e come si comporta in modo da non finire buttati sugli scogli. a questo punto bisogna dedicarsi ai condomini, quasi tutti i pesci e le creature marine che vivono in pochi metri d&#8217;acqua sono curiosi, magari quando vi vedranno fuggiranno al largo o in qualche anfratto ma se non vi muovete in maniera rapida osserverete che molti animali torneranno indietro o faranno capolino dai loro anfratti per osservarvi e a questo punto imparerete a distinguere le occhiate dai saraghi, le orate dalle spigole e vedrete le sgargianti donzelle pavonine mentre scacciano i banchi di salpe dai loro territori mentre le tante specie di bavose strisciano sugli scogli in cerca di prede, se sarete un po&#8217; fortunati vedrete le murene di ogni taglia uscire allo scoperto oppure noterete i tentacoli di qualche polpo intento a cercare un anfratto dove passare in tranquillità le ore diurne. Un tempo chiunque voleva dedicarsi allo snorkeling doveva anche procurarsi qualche manuale sull&#8217;identificazione delle creature marine del Mediterraneo e non è una cattiva idea procurarsene uno, sul mercato se ne trovano di magnifici ed è certo utile leggere tali libri per conoscere anche i nomi scientifici e le abitudini dei vari animali marini ma per il neofito almeno all&#8217;inizio basterà internet dove si possono reperire ormai molte informazioni e in particolare vi sono molte app per cellulare che permettono di identificare le varie specie animali inserendo, ovviamente, una foto: fra queste applicazioni forse INaturalist è fra le migliori, non solo permette l&#8217;identificazione delle specie ma permette pure di registrare le varie osservazioni rendendo fruibili tali dati per l&#8217;intera comunità scientifica, questa app rientra in uno di quei progetti di &#8220;Citizen Science&#8221;, ovvero di raccolta di dati scientifici attuata in collaborazione con le persone comuni che sta diventando un sempre più importante indirizzo di ricerca. conoscere la differenza fra un&#8217;orata o una tanuta può essere appagante ma ben pensarci non è poi così importante: in fondo anche solo osservare la varie creature marine che si trovano in pochi mentre d&#8217;acqua può essere un&#8217;esperienza utile per combattere la calura estiva. lo snorkeling si può praticare ovunque sia consentita la balneazione ed è un&#8217;attività molto economica, le differente conformazione delle coste permetterà di osservare animali differenti poiché le specie tipiche dei fondali sabbiosi non sempre si trovano presso le coste rocciose e se qualcuno comincerà a fare snorkeling anche fuori stagione (come durante l&#8217;autunno o la primavera) noterà che lo stesso fondale cambierà colori ed organismi ospitati perché anche il mare ha le proprie stagioni! cominciate a pinneggiare lungo la costa flegrea, nel prossimo articolo parleremo dei punti della costa più interessanti per svolgere tale attività mentre in un altro articolo parleremo degli abitanti dei fondali flegrei!     </p>


<figure class="wp-block-post-featured-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1240" height="930" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/DSCN3661-scaled.jpg?resize=1240%2C930&#038;ssl=1" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" style="object-fit:cover;" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/DSCN3661-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/DSCN3661-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/DSCN3661-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/DSCN3661-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/DSCN3661-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/DSCN3661-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/DSCN3661-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" data-recalc-dims="1" /></figure>


<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3981" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/361559170_236915672517266_2577154761876045340_n.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3981" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/361559170_236915672517266_2577154761876045340_n.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/361559170_236915672517266_2577154761876045340_n.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/361559170_236915672517266_2577154761876045340_n.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/361559170_236915672517266_2577154761876045340_n.jpg?w=1440&amp;ssl=1 1440w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">gli scarlatti Re di Triglie</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3976" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/377578837_269522982589868_3679541672234784669_n.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3976" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/377578837_269522982589868_3679541672234784669_n.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/377578837_269522982589868_3679541672234784669_n.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/377578837_269522982589868_3679541672234784669_n.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/377578837_269522982589868_3679541672234784669_n.jpg?w=1440&amp;ssl=1 1440w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">le castagnole, da noi chiamati col celebre nome dialettale &#8220;guarracino&#8221; </figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="654" data-id="3975" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/441570768_416459787896186_3179403277818532324_n.jpg?resize=1024%2C654&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3975" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/441570768_416459787896186_3179403277818532324_n.jpg?resize=1024%2C654&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/441570768_416459787896186_3179403277818532324_n.jpg?resize=300%2C191&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/441570768_416459787896186_3179403277818532324_n.jpg?resize=768%2C490&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/441570768_416459787896186_3179403277818532324_n.jpg?resize=1536%2C980&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/441570768_416459787896186_3179403277818532324_n.jpg?w=2048&amp;ssl=1 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">Le pinne, indispensabili per le lunghe nuotate ma non strettamente necessarie</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3977" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/441885107_431232656418899_4292035941453202938_n.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3977" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/441885107_431232656418899_4292035941453202938_n.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/441885107_431232656418899_4292035941453202938_n.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/441885107_431232656418899_4292035941453202938_n.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/441885107_431232656418899_4292035941453202938_n.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/441885107_431232656418899_4292035941453202938_n.jpg?w=2048&amp;ssl=1 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">un polpo, fra i più sorprendenti abitanti dei fondali</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3979" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/448497438_439911855550979_28392278632237886_n.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3979" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/448497438_439911855550979_28392278632237886_n.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/448497438_439911855550979_28392278632237886_n.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/448497438_439911855550979_28392278632237886_n.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/448497438_439911855550979_28392278632237886_n.jpg?w=1440&amp;ssl=1 1440w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">tipico fondale flegreo con sabbia mista a rocce e detriti</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3978" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/448737313_444188561789975_7245596372262429580_n.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3978" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/448737313_444188561789975_7245596372262429580_n.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/448737313_444188561789975_7245596372262429580_n.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/448737313_444188561789975_7245596372262429580_n.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/448737313_444188561789975_7245596372262429580_n.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/448737313_444188561789975_7245596372262429580_n.jpg?w=2048&amp;ssl=1 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">una bavosa, un pesce che non ama nuotare liberamente ma predilige vivere negli anfratti </figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3980" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/451477393_458900400318791_1967346151838394911_n.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3980" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/451477393_458900400318791_1967346151838394911_n.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/451477393_458900400318791_1967346151838394911_n.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/451477393_458900400318791_1967346151838394911_n.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/451477393_458900400318791_1967346151838394911_n.jpg?w=1440&amp;ssl=1 1440w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">le stelle marine, iconiche abitanti dei fondali</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3974" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/452066236_460487396826758_4547674356956957942_n.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3974" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/452066236_460487396826758_4547674356956957942_n.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/452066236_460487396826758_4547674356956957942_n.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/452066236_460487396826758_4547674356956957942_n.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/452066236_460487396826758_4547674356956957942_n.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/452066236_460487396826758_4547674356956957942_n.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">una spigola, un feroce predatore</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="535" data-id="3982" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/20240803_191925.jpg?resize=1024%2C535&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3982" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/20240803_191925-scaled.jpg?resize=1024%2C535&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/20240803_191925-scaled.jpg?resize=300%2C157&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/20240803_191925-scaled.jpg?resize=768%2C401&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/20240803_191925-scaled.jpg?resize=1536%2C802&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/20240803_191925-scaled.jpg?resize=2048%2C1069&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/20240803_191925-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">l&#8217;attrezzatura base, lo snorkel (o boccaglio) e la maschera da sub</figcaption></figure>
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		<title>Ritorna ArcheoCamp, VIII edizione del convegno promosso dal Centro Sub Campi Flegrei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Liccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2024 08:13:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ormai è un appuntamento fisso che sancisce la fine della stagione estiva del Centro Sub Campi Flegrei: naturalmente parliamo di ArcheoCamp, la rassegna di eventi che giunge all&#8217;ottava edizione con la prossima che si terrà dal 28 ottobre fino al 03 novembre 2024. Nel corso degli anni ArcheoCamp è diventato uno dei canali privilegiati per &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2024/08/07/ritorna-archeocamp-viii-edizione-del-convegno-promosso-dal-centro-sub-campi-flegrei/"> <span class="screen-reader-text">Ritorna ArcheoCamp, VIII edizione del convegno promosso dal Centro Sub Campi Flegrei</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ormai è un appuntamento fisso che sancisce la fine della stagione estiva del Centro Sub Campi Flegrei: naturalmente parliamo di ArcheoCamp, la rassegna di eventi che giunge all&#8217;ottava edizione con la prossima che si terrà dal 28 ottobre fino al 03 novembre 2024. Nel corso degli anni ArcheoCamp è diventato uno dei canali privilegiati per conoscere le scoperte e le novità che ruotano intorno al tesoro archeologico di Baia Sommersa, durante le varie edizioni si è parlato di tutto, dalla scoperta di nuovi mosaici fino alle tecniche più futuristiche di restauro archeologico subacqueo che non di rado hanno fatto scuola a livello globale. Come ogni anno l&#8217;evento principale convegno sarà affiancato da varie attività che si terranno anche sul campo (quindi in questo caso in acqua!) e ci sarà la consegna del premio &#8220;Ulisse di Baia&#8221; dedicato a chi si è speso nel corso dell&#8217;anno per la ricerca o la divulgazione nel liquido ambito dell&#8217;archeologia sommersa, di seguito il programma completo dall&#8217;edizione!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/453881509_10232262314164791_6366248421006396107_n.jpg?resize=724%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3967" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/453881509_10232262314164791_6366248421006396107_n.jpg?resize=724%2C1024&amp;ssl=1 724w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/453881509_10232262314164791_6366248421006396107_n.jpg?resize=212%2C300&amp;ssl=1 212w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/453881509_10232262314164791_6366248421006396107_n.jpg?resize=768%2C1086&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/453881509_10232262314164791_6366248421006396107_n.jpg?resize=1086%2C1536&amp;ssl=1 1086w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/08/453881509_10232262314164791_6366248421006396107_n.jpg?w=1414&amp;ssl=1 1414w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" data-recalc-dims="1" /></figure>


<figure class="wp-block-post-featured-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1240" height="930" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=1240%2C930&#038;ssl=1" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" style="object-fit:cover;" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" data-recalc-dims="1" /></figure>]]></content:encoded>
					
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		<title>Dall&#8217;incanto al risentimento: Campi Flegrei fra musei chiusi, cantieri culturali e un silenzio non proprio assordante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Liccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2024 13:50:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Flegrea]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 2014 ad oggi il turismo culturale in area Flegrea si è espanso e contratto innumerevoli volte tanto da rivaleggiare con l&#8217;intensità imprevedibile dell&#8217;attività bradisismica stessa. La mancanza cronica di progetti strutturali e coerenti è sempre stata una delle principali fonti di guai per il turismo flegreo e a tutto ciò si aggiunge ormai da &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2024/07/14/dallincanto-al-risentimento-campi-flegrei-fra-musei-chiusi-cantieri-culturali-e-un-silenzio-non-proprio-assordante/"> <span class="screen-reader-text">Dall&#8217;incanto al risentimento: Campi Flegrei fra musei chiusi, cantieri culturali e un silenzio non proprio assordante</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal 2014 ad oggi il turismo culturale in area Flegrea si è espanso e contratto innumerevoli volte tanto da rivaleggiare con l&#8217;intensità imprevedibile dell&#8217;attività bradisismica stessa. La mancanza cronica di progetti strutturali e coerenti è sempre stata una delle principali fonti di guai per il turismo flegreo e a tutto ciò si aggiunge ormai da un anno a questa parte pure l&#8217;influenza nefasta delle scosse bradisismiche le quali appaiono anche più pericolose a causa della disinformazione che pasce la paura e lo sgomento.</p>



<p> E succede che in meno di due mesi, da fine maggio 2024 ad oggi si è vista una bella fioritura di chiusure, totali o parziali, dei principali siti archeologici flegrei. È da circa un mese che l&#8217;Anfiteatro Flavio Puteolano risulta chiuso per lavori, una settimana fa si è annunciata la riduzione dell&#8217;orario di apertura del Castello aragonese di Baia al cui interno si può visitare il <strong>Museo Archeologico dei Campi Flegrei </strong>solo in mattinata ed è notizia di ieri della chiusura di un sito archeologico da poco oggetto di una gara per la relativa gestione: la<strong> Piscina Mirabilis </strong>chiude per lavori. Autorità comunali e del Parco ci dicono che i cantieri sono necessari e che gli stessi sono stati programmati da tempo e in futuro nuovi siti saranno aperti al pubblico grazie ai progetti che stanno maturando in queste ore, come la riapertura delle <strong>Cento Cammerelle</strong> bacolesi o l&#8217;apertura dello Stadio Antonino Pio. Per ora però non si può visitare quasi nulla, ormai anche le sorti del percorso archeologico del <strong>Rione Terra</strong> sono statiche come quelle di un capodoglio arenatosi su degli scogli. Quando cominciai a fare la guida turistica intorno al 2016 benedicevo ogni giorno lavorativo che passavo nei Campi Flegrei, sembrava che c&#8217;era molto da fare e che il futuro avrebbe visto il nascere di numerose opportunità ma le miopiee di cittadini ed enti hanno fatto sì che si arrivasse per l&#8217;ennesima volta impreparati all&#8217;appuntamento inevitabile col bradisismo e ora pare che tutto debba stare in pausa. </p>



<p>Al Museo Egizio di Torino vi sono al momento importanti restauri strutturali in corso che dovranno durare un bienno eppure non ci si è limitati ad apporre un grosso catenaccio all&#8217;ingresso principale ma si è preferito avviare un calendario di visite guidate ai cantieri che permettono in tutta sicurezza di portare dei visitatori all&#8217;interno della struttura per mostrare loro quel che si può superando il concetto di una lunga chiusura forzata. Naturalmente i siti Flegrei sono molto diversi, hanno le loro peculiarità e il museo egizio di Torino vanta altri mezzi, fondi e risorse umane eppure ci si chiede perché qui non si può fare nulla del genere, spero ci siano importanti motivi tecnici che spingono alla chiusura della Piscina Mirabilis ma è difficile discernere il reale. In fondo anche per il percorso Archeologico del Rione Terra non si è ben capito perché si è preferito la chiusura ad oltranza durante i mesi passati, al momento la non fruibilità è dovuta ad una faccenda burocratica visto il passaggio del sito dalla Soprintendenza al Parco Archeologico dei Campi Flegrei. Per fortuna resta il mare: l&#8217;area marina protetta e il parco archeologico sommerso di Baia sono costantemente visitati da molti subacquei che dopo aver avuto le giuste informazioni riguardo al rischio bradisismico dai vari operatori turistici ora affollano le banchine e i moli da dove partono i gommoni che vanno verso la Villa dei Pisoni o il Ninfeo di Claudio e questo lo dobbiamo al coraggio e alla serietà di chi lavora nei diving o nell&#8217;industria alberghiera. Per ora leggo con una certa perplessità alcuni post sulla rimozione delle erbacce dal cosiddetto Tempio di Venere a Baia visto che l&#8217;ordinario non dovrebbe certo sembrare straordinario ma tale impressione sarà dovuta solo al mio brutto carattere, bisogna mettere il prossimo al corrente di ogni cosa, normale amministrazione compresa. Al momento si dice che i cantieri avviati nei siti archeologici flegrei saranno il preludio per un rilancio del nostro patrimonio ma non so, magari riducendo L&#8217;offerta si rischia di ottenere l&#8217;effetto opposto, ovvero cadere nel dimenticatoio da cui sarà poi difficile uscirne. Nell&#8217;ultimo mese non sono mancati articoli riguardo al ritrovamento di nuovi reperti archeologici nei luoghi costieri interessati dal bradisismo come <strong>punta della Serparella a Bac</strong>oli, ennesima dimostrazione della natura ambivalente dell&#8217;attività vulcanica che distrugge e crea ad un tempo: come gli archeologi subacquei riescono a carpire nuovi informazioni grazie al movimento del suolo così dovremmo fare a terra studiando meglio il fenomeno e le tecniche edilizie antisismiche per meglio convivere con questa realtà ballerina, ma si sa che pensare al futuro è una perdita di tempo se si dà più importanza ai propri interessi e questo è un problema che attanaglia l&#8217;intera società flegrea e non solo. Per ora si può mostrare facilmente il P<strong>arco Archeologico di Cuma</strong>, l&#8217;oasi di <strong>Montenuovo e la Casina Vanvitelliana,</strong> il resto è chiuso o parzialmente aperto e quindi chi vorrà visitare un patrimonio culturale quasi non fruibile? L&#8217;estate del 2024 sarà un momento di assestamento per il patrimonio culturale flegreo ma quale concetto di assestamento è possibile in questa terra? Forse si dovrebbe lavorare in maniera più serrata per risolvere i problemi ed evitare chiusure lì dove le condizioni lo permettono ma sono solo una guida e di certo non ne so molto di come si gestisca un sito archeologico ma le esigenze dei turisti le riesco a prevedere e mi sa che per i prossimi mesi i Campi Flegrei non saranno così attraenti e ne saranno felici Pompei o Sorrento, per loro fortuna.</p>



<p>fonti: per avere più informazioni riguardo alla situazione del Museo Egizio di Torino si consiglia di visitare il sito del museo: <a href="https://www.museoegizio.it/esplora/notizie/museo-egizio-aperto-per-lavori-passeggiata-col-curatore/">https://www.museoegizio.it/esplora/notizie/museo-egizio-aperto-per-lavori-passeggiata-col-curatore/</a></p>



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<figure class="wp-block-post-featured-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1240" height="930" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?resize=1240%2C930&#038;ssl=1" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" style="object-fit:cover;" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/07/20240712_161716-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" data-recalc-dims="1" /></figure>]]></content:encoded>
					
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		<title>Ischia e il rito dell’estate: piccola cronaca della ‘Ndrezzata, danza ancestrale di Buonopane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Liccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 08:53:43 +0000</pubDate>
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<p>L’inizio dell’estate 2024 non sembra quasi un giugno normale visto che in maniera repentina il caldo equatoriale è stato rimpiazzato rapidamente da un clima quasi autunnale ma ben venga, la fatica di prendere il traghetto la mattina del 24 giugno diventa più leggera senza l’afa opprimente, anzi la temperatura più fresca rende la traversata da Pozzuoli a Casamicciola molto piacevole. Si lascia l’approdo di S. Paolo in mattinata, si raggiunge il porto della località dalle tante terme e dopo una mezza giornata di mare a Fiorio ci si inerpica “Mere e Copp” cioè si va nella zona alta dell’Isola d’Ischia per raggiungere il vero obiettivo di questo breve viaggio, ovvero la piazza centrale di Buonopane, frazione di Barano, località dell’erto entroterra isolano dove si celebra la nascita di S. Giovanni Battista in un modo originale: si balla l’antichissima danza della ‘Ndrezzata. Tradizionalmente la ‘Ndrezzata si balla la notte del 24 giugno e il Lunedì in Albis.  La ‘Ndrezzata è un ballo unico nel panorama campano poiché a differenza di quasi tutte gli altri riti e canti della regione l’oggetto della celebrazione non è la Madonna in uno dei suoi infiniti aspetti ma a Buonopane si celebra la peculiare figura di S. Giovanni Battista, forse l’unico santo di cui non si celebra la data di morte (19 agosto) ma la data di nascita (appunto 24 giugno) la quale precede la data di nascita Gesù (cugino di Giovanni) di sei mesi esatti e se ci facciamo due conti non possiamo non notare che le due date cadono rispettivamente a ridosso del solstizio di estate e del solstizio d’inverno. Le date non sono casuali, la nascita di S. Giovanni cade nel momento in cui il sole sta acquisendo più forza mentre la nascita di Cristo cade a ridosso del momento in cui il sole perde vigore e questi argomenti possono sembrare un po&#8217; astrusi ma in realtà considerando l’antichità della ‘Ndrezzata vedremo che tanti elementi della cultura pagana o antica sono sopravvissuti all’interno di questo rituale. La danza si svolge con 18 danzatori coadiuvati da un Primo Ballerino e accompagnati da suonatori di flauti e tammorre. I 18 danzatori sono tutti uomini e vengono son divisi in due gruppi da 9 unità e in un gruppo i danzatori indossano un farsetto verde mentre nell’altro gruppo si trovano danzatori con il farsetto rosso: i primi rappresentano le donne di Buonopane, i secondi invece interpretano la comunità maschile e si danza creando due cerchi concentri con i ballerini vestiti di verde nel cerchio più interno mentre i rosso-vestiti danzano nel cerchio esterno e la danza non ha molto di amoroso perché ogni ballerino porta con sé una spada di legno e una piccola daga nello stesso materiale (mazzariello) con le quali durante il ballo si imita una battaglia che la tradizione vuole sia stata combattuta fra gli abitanti di Buonopane e quelli di Barano a causa delle tanti rivalità campanilistiche e secondo una leggenda la prima ‘Ndrezzata fu ballata proprio in occasione della celebrazione del trattato di pace stilato dalle due comunità ma si tratta di una leggenda molto tarda che cerca di spiegare la complessità del ballo che ha origini molto più antiche della nascita delle moderne Barano o Buonopane. Infatti il ballo in due cerchi concentrici è una chiara allusione al culto solare e la divisione fra “maschi” e “femmine” che pare lottino divisi in due fazioni è sicuramente un richiamo ad antichi culti solari legati alla fertilità e il mondo greco, così ben presente ad’Ischia fin dall’alba dei tempi, conosce molte danze eseguite da uomini armati. Arrivo in piazza a Buonopane nel tardo pomeriggio e trovo miracolosamente parcheggio, la piazza è in fermento perché si stanno sistemando gli stand dei paninari e dei vari rivenditori di prodotti locali e nell’angolo di piazza utilizzato come palcoscenico per la danza e decorato con le maioliche fa bella mostra di sé un maxischermo che ci ricorda che più tardi ci sarà il match di girone agli europei Croazia- Italia, la cui proiezione ha fatto slittare di un paio d’ore la celebrazione della danza rituale. Dovendo aspettare un po&#8217; vado a vedere la mostra artistica allestita nell’asilo locale, ovvero “Scorci d’Ischia” con opere di P. Di Costanzo, A. Alemanno e F. Mazzella. Durante la mia visita alla mostra conosco alcuni degli artisti che in maniera estremamente gentile mi racconto come sono nate le loro opere pittoriche, come eseguono i loro lavori in acrilico o olio e visto che l’amico Ivano di Meglio, rigoroso storico delle realtà locali, ha portato in esposizione anche alcuni oggetti dell’antica cultura contadina buonopanese si parla molto dell’antica Ischia rurale e di come funzionava il vecchio mondo contadino di cui il giovane Ivano e gli artisti serbano ancora qualche ricordo legato ai nonni e alle persone delle vecchie generazioni . mi colpisce un bel dipinto ad olio di Patrizia Di Costanzo che ritrae una vecchia ed enorme quercia, chiedo più informazioni all’autrice e ad Ivano e mi si dice che l’enorme albero è il più vecchio dell’isola e grazie al loro impegno è stato recentemente (e con molta fatica) ascritto al registro regionale degli alberi monumentali ma c’è un grosso problema: la pianta soffre di cancro e se i fondi regionali non arriveranno in tempo per fare i dovuti trattamenti l’albero morirà. Chiedo per curiosità dove si trovi l’albero convinto che debba trattarsi di una località remota incuneata fra le pendici dell’Epomeo e invece l’albero si trova a pochi passi in località Candiano, poco più a valle della Piazza e della chiesa di S. Giovanni Battista. Dopo essermi congedato decido di andare a vedere l’albero e comincia la stradina in discesa, mi fermo alla chiesa di S. Giovanni per vedere le decorazioni dei rifacimenti barocchi e poi raggiungo Candiano e mi trovo al cospetto dell’enorme quanto antica quercia che pare abbia circa 4 secoli d’età. L’albero è una quercia delle specie Farnia, ha un diametro di più di 8 metri alla base del tronco ed altissimo, purtroppo il cancro alle radici non è da sottovalutare. Questo albero stava già qui quando venivano stilati i più antichi documenti noti che citano la ‘Nderezzata. Torno verso il paese, la breve escursione mi ha fatto venire fame ma lungo la strada, scandita da tanti cancelli che precludono allo sguardo le cantine dei buonopanesi, mi imbatto in un atelier molto singolare: il Ceppo Matto, il regno di un artista di Buonopane che scolpisce nel legno i propri sogni e desideri. Ad accogliermi c’è Raffale Di Costanzo l’artista che mi racconta un po&#8217; la sua attività. Raffaele ha allestito il studio in una vecchia cantina e ci tiene a sottolineare che nonostante abbia più di settant’anni è solo da vent’anni che si dedica alla scultura ed è un orgoglioso autodidatta che mette spesso in difficoltà i critici visto che a parere di molti una persona che scolpisce le sue opere non può essere certo a digiuno di studio o teoria, Raffele ridacchia e dice che invece è così, le sue opere nascono dalla sua capacità di concretizzare le proprie idee rispettando al tempo stesso la natura del pezzo di legno su cui si trova ad intervenire modellandolo ad arte. Lascio Raffale e il suo approccio positivo all’arte e alla vita perché è arrivato il momento della partita, gli abitanti della zona alta dell’isola si riuniscono per vedere cosa farà la nostra sgangherata nazionale mentre io mangio una pizza nell’ottima pizzeria che si trova in piazza. La partita si svolge come sappiamo e la piazza per quasi due ore resta muta ma il gol finale degli Azzurri riporta in vita la folla che si trova a questo punto nello stato d’animo migliore per assistere al rito, il maxischermo viene smontato e finalmente, di fronte alla comunità, arriva il Primo Ballerino che introduce lo spettacolo. Prima della ‘Ndrezzata ci sarà un’altra danza molto particolare che appartiene al patrimonio culturale ischitano: A vattut&#8217; e ll&#8217;astreche, ovvero la costruzione del tetto delle case tradizionali. Era abitudine nell’Ischia rurale di costruire il tetto delle case dalla tipica volta a botte con una gettata di malta mista a lapilli, un lavoro dure che richiedeva la lavorazione del composto e la sua messa in opera che si faceva battendo con dei bastoni la malta allettata su una sorta di stampo (centina). Il lavoro era duro e il composto doveva essere battuto in maniera frenetica e gli operai si davano il tempo mentre colpivano la molta con i bastoni grazie ad un canto particolare. Il lavoro di costruzione non era fatto da operai specializzati ma dalle persone della comunità che “aiutavano” colui che stava costruendo il fabbricato e pertanto il proprietario era tenuto ad organizzare un pranzo per sfamare i suoi aiutanti e sovente si macellava il maiale in questa occasione in modo da garantire molto cibo ai commensali. Durante il ballo che ho visto in piazza tutti questi momenti sono presenti in maniera ritualizzata, anche la cuccagna con tutte le strenne e i salumi presente sul palco allude al pranzo rituale. La Vattut’e l’astreche dura pochi minuti ma ci porta indietro di secoli, quando il mondo della musica era fortemente connesso ai suoni domestici e soprattutto al lavoro, non è mistero che molti degli strumenti musicali antichi erano in origine strumenti da lavoro. Finita la prima danza arriva il momento della ‘Ndrezzata: i danzatori arrivano e rispettano rigorosamente tutti i punti della tradizione, per un attimo il vorticare frenetico delle finte spade ci porta ai tempi dei D’Avalos e dell’Ischia medievale. È difficile descrivere la sinfonia cercopica che gli abitanti di Buonopane, in arte i 18 danzatori, riescono ad eseguire magistralmente, tutti i temi della melodia, perlopiù amorosi, si presentano davanti a noi facendo materializzare i tanti personaggi della Buonopane rurale allora come oggi sospesa fra terreno vulcanico e un mare azzurro mai troppo lontano. La danza finisce, così l’ode a S. Giovanni Battista non troppo scontento di figurare fra tanti simboli presi a prestito dal mondo pagano. I danzatori scendono dal palco e si disperdono fra la folla mentre i buonopanesi puro sangue criticano o elogiano l’esecuzione. Io vado via dopo aver preso un po&#8217; di miele locale, la fasta è caduta in settimana e il giorno dopo tutti dovranno tornare agli impegni della vita moderna ma la tradizione è stata rispetta e la connessione con un passato remoto di cui quasi non abbiamo memoria è stata ripristinata per essere poi riproiettata in vista dell’anno prossimo. Come tradizione vuole. Torno giù a Forio attraversando un’Ischia ancora un po&#8217; sonnacchiosa visto che siamo ad inizio stagione, il mese prossimo non sarà cosi tranquilla ma va bene lo stesso, ogni cosa ha i suoi tempi.</p>


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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="600" data-id="3857" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234641a.jpg?resize=1024%2C600&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3857" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234641a-scaled.jpg?resize=1024%2C600&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234641a-scaled.jpg?resize=300%2C176&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234641a-scaled.jpg?resize=768%2C450&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234641a-scaled.jpg?resize=1536%2C900&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234641a-scaled.jpg?resize=2048%2C1200&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_234641a-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">i danzatori all&#8217;opera</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3859" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_223314.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3859" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_223314-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_223314-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_223314-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_223314-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_223314-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_223314-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">la piazza usata come palco per la &#8216;Ndrezzata e sullo sfondo la folla che assiste alla partita Croazia-Italia</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3855" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_185654.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3855" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_185654-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_185654-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_185654-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_185654-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_185654-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_185654-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">la chiesa di S. Giovanni Battista a Buonopane</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="3860" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203141.jpg?resize=768%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3860" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203141-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203141-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203141-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203141-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203141-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">autoritratto di Raffale Di Costanzo</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3862" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203442.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3862" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203442-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203442-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203442-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203442-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203442-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_203442-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">Atelier &#8220;il Ceppo Matto&#8221; di Raffaele Di Costanzo</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="3858" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184345.jpg?resize=768%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3858" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184345-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184345-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184345-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184345-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184345-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">fra le decorazioni in maioliche che abbelliscono la piazza di Buonopane c </figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3854" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_183936.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3854" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_183936-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_183936-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_183936-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_183936-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_183936-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_183936-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">la mostra &#8220;Scorci d&#8217;Ischia&#8221;</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="3861" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184900.jpg?resize=768%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3861" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184900-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184900-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184900-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184900-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240624_184900-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" data-recalc-dims="1" /></figure>
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		<title>Bradisismo e turismo: il Centro Sub Campi Flegrei reagisce con coraggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Liccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2024 04:52:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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<p>il bradisismo è una forza della natura è come tale stravolge la vita degli abitanti che vivono nei territori colpiti da questa singolare espressione del volere vulcanico. In particolare l&#8217;area flegrea vive una strana situazione esistenziale: investire nel turismo nonostante la presenza dei vulcani è possibile? Lo abbiamo chiesto agli amici del Centro Sub Campi Flegrei, il diving center che ormai da più di trent&#8217;anni si occupa di valorizzare i tesori dei fondali del Parco Archeologico Sommerso di Baia. Il diving center sito sul litorale di Lucrino ha appena iniziato un&#8217;ottima stagione e negli ultimi anni gli operatori del Centro hanno coadiuvato molte operazioni di ricerca archeologica e restauro in collaborazione con enti ministeriali ed universitari. Arriviamo in un pomeriggio di inizio settimana in un diving center in piena attività con turisti italiani, australiani, inglesi, americani e austriaci intenti a sistemare l&#8217;attrezzatura per le imminenti immersioni. Incontriamo Cristina Canoro, istruttrice subacquea e socia del Centro a cui chiediamo come vanno le cose. E a rispondere alle nostre domande è Cristina, una delle prime fondatrici del Centro.</p>



<p><strong>Il Centro Sub Campi Flegrei si appresta ad affrontare l&#8217;ennesima stagione turistica nonostante l&#8217;incidenza del bradisismo, avete registrato disdette o altri problemi a partire dal maggio scorso?</strong></p>



<p>In realtà no. Dopo il 20 maggio abbiamo registrato qualche disdetta da parte dei gruppi ma quasi tutte le agenzie e i responsabili dei gruppi ci hanno contatto per avere aggiornamenti sulle varie situazioni visto che i media presentavano degli scenari discordi e spiegando loro che le strutture alberghiere a cui ci affidiamo rispettano le misure di sicurezza e ricordando loro che la zona di Lucrino non è nell&#8217;area rossa di maggior impatto del bradisismo abbiamo spinto molti operatori a non disdire le prenotazioni. In un caso i membri di un gruppo di &#8220;titubanti&#8221; proveniente dal Nord Italia sono rimasti sbalorditi dalla vista della costa flegrea che si percepiva dal loro albergo e sono stati ben felici di non aver disdetto!</p>



<p><strong>Quindi mi pare di capire che sono due gli elementi importanti per approcciare il pubblico: comunicazione chiara e prevenzione, dico bene?&#8221;</strong></p>



<p>Sì, è così. Quello che langue è l&#8217;assenza di una comunicazione chiara circa la vera pericolosità del bradisismo: pare che spesso si tralasci di dire che molti alberghi rispettano gli standard di sicurezza o che la percentuale di edifici inagibili è bassa. Molti clienti ci chiedono se in caso di evacuazione possono essere d&#8217;intralcio alle operazioni ma io ricordo loro che in questa città vivono più di 80.000 persone e il loro gruppo da 20 unità non è certo un problema in un contesto del genere! Quello che manca è la chiarezza: i Campi Flegrei sono un territorio vulcanico, abbiamo attestazioni dell&#8217;esistenza del bradisismo fin dall&#8217;epoca romana e oggi in più ci sono tecniche costruttive e tanti altri sistemi di prevenzione utili a non sprofondare nel panico. Col vulcano si può convivere grazie alla scienza e ad un approccio serio riguardo alla prevenzione. Ci è capitato di vedere che mentre in TV si dipingeva un quadro della situazione molto cupo tanti turisti alloggiati in zona dichiaravano di non aver neppure percepito la scossa più recente, anzi molti turisti stranieri non si sono minimamente scomposti dopo aver sentito l&#8217;arrivo di una scossa, sapevano di aver scelto di visitare un territorio vulcanico ed erano ben consci delle possibili conseguenze, in più di un incontro pubblico fra associazioni ed enti vari del territorio si è detto che gli operatori turistici tendo a sottovalutare il fenomeno o a tacerne per un proprio tornaconto ma non è così, gli operatori turistici che hanno investito nella sicurezza ed hanno adottato i giusti protocolli sanno che è possibile lenire gli effetti dell&#8217;attività bradisismica, un approccio serio che vada oltre il panico è tanto possibile quanto sicuro”.</p>



<p><strong>Per quanto riguardo la vostra attività a mare nutrite qualche preoccupazione, che protocolli si dovrebbero adottare?</strong></p>



<p>In realtà no, fondamentalmente non esiste un protocollo da adottare perché in acqua la scossa del bradisismo sortisce ben pochi effetti pericolosi, è da notare che gli enti preposti monitorano costantemente il cratere attivo della Secca delle Fumose che si trova lungo uno dei nostri percorsi di visita che lambisce le imponenti Pilae del porto romano.</p>



<p>Ogni anno il diving center organizza stage con istruttori subacquei in formazione e quattro anni fa Silvia, originaria di Como come Plinio il Vecchio , partecipò ad uno di questi stage e ora lavora come istruttrice subacquea presso il Centro Sub Campi Flegrei, gli chiediamo come vive il fenomeno del bradisismo che ha conosciuto in tempi recenti: Le abbiamo chiesto che cosa sa del bradisismo, come lo ha conosciuto: &#8220;Ho conosciuto il bradisismo come un fenomeno scientifico legato alla mia attività di fotoreporter subacquea che mi ha spinto qui per la prima volta circa 5 anni fa. All&#8217;epoca il bradisismo mi ha colpito per gli effetti che ha sui cambiamenti della linea di costa, mi sembrava incredibile constatare che nel giro di pochi mesi uno scoglio affioranti poteva ritrovarsi ad uscire fuori dall&#8217;acqua, la costante e rapida evoluzione del paesaggio marittimo baiano mi ha affascinato non poco&#8221;.</p>



<p>Silvia, <strong>qualche anno fa le scosse erano meno potenti, ora sono mediamente più intense. La tua percezione del fenomeno è cambiata ora?&#8221;</strong></p>



<p>Non troppo, anche se abito al terzo piano di uno stabile sicuro non ho quasi mai percepito una scossa, credo che siano più notevoli gli effetti sul lungo termine che le scosse&#8221;</p>



<p><strong>Bene, come spieghi ai clienti del diving center il fenomeno della terra in movimento?&#8221;</strong></p>



<p>Qui al diving cenetr facciamo un briefing propedeutico all&#8217;immissione ben strutturato, spieghiamo scientificamente il fenomeno bradisismico e diciamo ai clienti quali possono essere i rischi ma riportiamo loro anche cosa è stato fatto per garantire la loro sicurezza, come la scelta di strutture alberghiere sicure per i loro soggiorni e la vicinanza con la tangenziale o le altre vie di fuga.</p>



<p>Anche in questo caso pare che gli operatori turistici vedano nella comunicazione e nella prevenzione le chiavi del successo per una sicura convivenza col bradisismo. <strong>Infine chiediamo all&#8217;istruttore subacqueo Nicola, grande conoscitore del Parco Sommerso, se gli abitanti del territorio flegreo stanno affrontando la crisi bradisismica attuale come fecero in passato</strong>: &#8220;A mio parere si, il napoletano non teme la precarietà, pensa come se dovesse vivere per sempre ma vive che se fosse l&#8217;ultimo giorno su questa terra, quindi non è portato a progettare interventi di prevenzione su larga scala e quindi ciò che registro è l&#8217;essere arrivati un po&#8217; impreparati ad un appuntamento annunciato da tempo, magari a noi questa situazione non appare strana ma per gli stranieri lo è e quindi bisognerà lavorare ancora di più sulla prevenzione per rendere definitivamente sicuro il territorio in ogni punto.&#8221;</p>



<p>Intanto le bombole vuote vengono riempite per le future immersioni e i turisti appena rientrati dall&#8217;ultima sessione di immersioni sciacquano l&#8217;attrezzatura e preparano una tisana: in fondo se il Parco Archeologico Sommerso di Baia è un luogo unico al mondo dove si può vedere un banco di saraghi nuotare su un mosaico romano ciò lo dobbiamo all&#8217;attività bradisismica, inarrestabile ma non incontrollabile. Nel meriggio il <em>Sinus Baianus</em> appare placido e ben sorvegliato dal Castello Aragonese mentre sui fondali triglie e occhiate nuotano fra le mura romane: uno spettacolo unico al mondo che solo la scarsezza di vedute può relegare sotto l&#8217;etichetta di &#8220;territorio pericoloso&#8221;. Nonostante tutto l&#8217;eccellenza va avanti e il sito flegreo che più attira i turisti con la sua unicità, il Parco Archeologico Sommerso di Baia, non registra un vero calo di interesse, forse passata l&#8217;emergenza bradisismo bisognerà rimodulare le strategie di marketing territoriale garantendo una maggiore attenzione per la grande Atlantide flegrea che si conferma come la più straordinaria attrazione di un territorio traballante ma non certo povero di storia, arte e cultura.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3816" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/1000112201.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3816" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/1000112201-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/1000112201-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/1000112201-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/1000112201-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/1000112201-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/1000112201-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">la sede operativa del Diving a Lucrino</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3817" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/1000112203.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3817" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/1000112203-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/1000112203-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/1000112203-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/1000112203-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/1000112203-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/1000112203-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">mappa del PAS di Baia</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3821" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3821" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/134-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">Una Donzella (Coris julis) nuota fra i repert archeologici del sito sommerso di Villa a Protiro</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="3822" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/191.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3822" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/191-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/191-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/191-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/191-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/191-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/191-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /><figcaption class="wp-element-caption">Mosaici romani dal sito di Villa a Protiro</figcaption></figure>
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<figure class="wp-block-post-featured-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1240" height="930" src="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240618_143941-scaled.jpg?resize=1240%2C930&#038;ssl=1" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" style="object-fit:cover;" srcset="https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240618_143941-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240618_143941-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240618_143941-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240618_143941-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240618_143941-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240618_143941-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.lacittaflegrea.it/wp-content/uploads/2024/06/20240618_143941-scaled.jpg?w=2480&amp;ssl=1 2480w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" data-recalc-dims="1" /></figure>]]></content:encoded>
					
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		<title>Ciliegie, che bontà!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sara Papaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2024 05:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[ciliagia]]></category>
		<category><![CDATA[polifenoli]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ arrivata la bella stagione e come sappiamo il clima mite porta con sé, oltre all’allungarsi delle giornate, anche tanti buoni prodotti che la terra campana ha ogni anno da offrirci, come le nostre&#160;ciliegie. Sono frutti piccoli rossi, tondi e succosi…. e come dice il proverbio “una tira l’altra”! Su questi frutti esistono alcune curiosità, &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2024/05/25/ciliegie-che-bonta/"> <span class="screen-reader-text">Ciliegie, che bontà!</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>E’ arrivata la bella stagione e come sappiamo il clima mite porta con sé, oltre all’allungarsi delle giornate, anche tanti buoni prodotti che la terra campana ha ogni anno da offrirci, come le nostre<strong>&nbsp;ciliegie</strong>.</p>



<p>Sono frutti piccoli rossi, tondi e succosi…. e come dice il proverbio “una tira l’altra”!</p>



<p>Su questi frutti esistono alcune curiosità, sveliamone qualcuna.</p>



<p>Furono importate dalla Turchia, chiamate<em>&nbsp;kérasos</em>, da cui poi&nbsp;<strong>cerasa</strong>, termine conservato anche nel dialetto napoletano, si pensa che la loro coltivazione risalga addirittura al ‘ 72 d.c., la ciliegia è considerato il frutto degli innamorati in quanto nella mitologia greca era un vero e proprio portafortuna in quanto sacro per Afrodite.</p>



<p>Dal punto di vista nutrizionale sono un importante fonte di fibra, ma anche di zuccheri tra cui il levulosio o fruttosio, che rende il frutto adatto anche alla dieta di diabetici, in quanto questo zucchero viene assorbito gradualmente, pur essendo un monosaccaride, naturalmente da &nbsp;consumare sempre in quantità adeguate!</p>



<p>Parliamo di un frutto <strong>rosso</strong>, quindi come dai precedenti articoli, sappiamo che si tratta di un frutto ricco di antiossidanti (polifenoli).</p>



<p>Inoltre le ciliegie svolgono un’azione&nbsp;<strong>depurativa e drenante</strong>, dovuta anche al fatto che sono composte per l’85% da acqua, favoriscono&nbsp; l’attività del fegato e la presenza di&nbsp;<a href="https://www.nutridoc.it/articoli/fibre-alimentari" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>fibre</strong></a><strong>&nbsp;</strong>si rivela utile per la regolarità intestinale.&nbsp;</p>



<p>Infine, le proprietà benefiche delle ciliegie si estendono anche alla&nbsp;<strong>bellezza della pelle</strong>, garantita dalla presenza di carotenoidi,&nbsp;<a href="https://www.nutridoc.it/articoli/vitamine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vitamine</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.nutridoc.it/articoli/sali-minerali" target="_blank" rel="noreferrer noopener">minerali</a>&nbsp;(potassio,&nbsp;<a href="https://www.nutridoc.it/articoli/fosforo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fosforo</a>,<a href="https://www.nutridoc.it/articoli/magnesio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">magnesio</a>)</p>



<p>In Campania si contano ben otto qualità di ciliegie:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ciliegia del monte</strong>, conosciuta anche come Ciliegia di Montagna o Durona del Monte, viene coltivata alle pendici del Monte Somma. Il frutto si riconosce per la sua buccia di colore giallo-rosato su di un lato e rosso scuro dall’altro, con punteggiatura gialla. La polpa è giallastra, croccante e molto succosa; matura tra la fine di maggio e la seconda decade di giugno.</li>



<li><strong>Ciliegia della recca</strong>, originaria della zona dei Camaldoli, in provincia di Napoli. È considerata la ciliegia di maggior pregio di tutta la Campania. Matura tra la prima e la seconda decade di giugno, ha forma leggermente schiacciata, buccia di colore rosso scuro brillante e polpa biancastra e succosa.</li>



<li><strong>Ciliegia di Bracigliano</strong>, coltivata nell’omonimo comune in provincia di Salerno, nella Valle dell’Irno. Matura intorno alla seconda decade di giugno e presenta i frutti di colore rosso vivo tendente allo scuro, con una polpa succosa e dolce.</li>



<li><strong>Ciliegia di Pimonte</strong>, soprannominata dai contadini locali “Cerasa do’ mostro” per la “mostruosa” dimensione che la caratterizza. Di forma tondeggiante, di colore rosso scuro, dalla polpa soda e succosa, si tratta di una varietà di ciliegia che matura tra fine giugno e la prima decade di luglio, una ciliegia, dunque, appartenente alla categoria delle tardive.</li>



<li><strong>Ciliegia di Siano</strong>, detta anche “Sciazza”, matura intorno alla prima decade di giugno e presenta frutti piuttosto grandi, di colore rosso porpora, dal sapore agrodolce molto particolare, con tendenza all’acidulo.</li>



<li><strong>Ciliegia maiatica di Taurasi</strong>, prodotto tipico della valle dell’Agro Taurasino, presenta frutti di grandezza media, dalla buccia di colore rosso intenso, caratterizzato da una polpa, morbida e molto succosa.</li>



<li><strong>Ciliegia melella</strong>, diffusa nell’Arianese, è molto particolare poiché è bianca, ha una polpa soda e molto compatta.</li>



<li><strong>Ciliegia San Pasquale</strong>, anch’essa coltivata nella zona di Ariano. Prende il suo nome dalla festività di San Pasquale, che cade il 17 maggio, perché matura intorno a quella data: è di media grandezza e di colore rosso.</li>
</ul>



<p>Possiamo conservare questo frutto con la preparazione di gustose marmellate che ci permettono di mangiare questa delizia tutto l’anno, ma attenzione alle calorie!!!!!</p>



<p>Sara Papaccio</p>



<p>Dott.ssa in scienze dell’alimentazione</p>
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