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	<title>Cronaca &#8211; La Città Flegrea</title>
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	<title>Cronaca &#8211; La Città Flegrea</title>
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		<title>Pozzuoli, l&#8217;imprenditore Luigi Leonardi in visita all&#8217;Istituto Petronio. Una vita sotto scorta e la forza di ricominciare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 07:13:02 +0000</pubDate>
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<p>Un convegno sulla legalità, tenutosi martedì presso l’Istituto IPSEOA Lucio Petronio di Pozzuoli, ha raccolto la drammatica storia di Luigi Leonardi, imprenditore napoletano che ha sfidato la criminalità organizzata. Una testimonianza intensa che ha lasciato un segno profondo negli studenti. Presenti all’incontro: Salvatore Aulcino Mazzei, referente del Movimento Agende Rosse, il dirigente scolastico Filippo Monaco e il professore Mattia Russo in veste di moderatore. Luigi Leonardi, imprenditore nel settore delle illuminazioni, ha raccontato la sua storia personale, fatta di violenze, estorsioni e isolamento. La sua attività iniziata con successo – sei negozi e una fabbrica – fu presa di mira da diversi clan camorristici tra cui i Di Lauro, i Mallardo, i Russo e i Cardito. <br>“Pagavo 1500 euro a settimana di estorsione ai clan. &#8211; ha dichiarato l&#8217;imprenditore &#8211; Sono stato sequestrato, minacciato, mi hanno puntato una pistola alla testa”. Dopo aver subito gravi pressioni, un’aggressione che lo mandò in coma e l’abbandono della sua stessa famiglia , “mia madre mi disse: se denunci, non ti rivolgerò più la parola”, Luigi decise comunque di denunciare.<br>Le denunce di Leonardi portarono a due processi: uno durato 11 anni, l’altro 10, per eventi risalenti al 2004 durati fino al 2009. Furono accusate 81 persone, per un totale di 800 anni di carcere. Nel secondo processo le cose, però, sono andate diversamente: quasi tutti gli indagati oggi sono liberi. “Mi sono trovato contro lo Stato”, ha detto amaro Leonardi, raccontando come la giustizia abbia ridotto molte pene per mancanza di prove “bancarie” e abbia considerato le richieste camorristiche come semplici “recuperi crediti”. <br>Oggi Luigi vive sotto scorta, costantemente protetto. Guadagna quanto prima, ma a prezzo della libertà personale. Il suo messaggio ai giovani è chiaro: “Seguite i vostri sogni e puntate sulla vostra professionalità. Solo così deciderete voi quanto valete”. E ancora : &#8220;“Immaginate di avere un sogno e che qualcuno voglia togliervelo con la violenza. Voi avete la forza per non farlo accadere”. Dopo la testimonianza di Leonardi, ha preso la parola Salvatore Mazzei, rappresentante del Movimento Agende Rosse, fondato nel 2007 da Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo. Il nome deriva dall’agenda rossa che Paolo portava sempre con sé, scomparsa dopo la strage di via D’Amelio. In collegamento video, Salvatore Borsellino ha parlato direttamente agli studenti: “La mafia non è invincibile. La mafia sarà sconfitta solo quando lo Stato saprà davvero combatterla. Ma soprattutto – ha concluso – voi giovani siete la mia speranza”. La giornata si è conclusa con un applauso collettivo. I presenti hanno dichiarato che le storie ascoltate, dure e reali, li hanno colpiti nel profondo. Parlare di legalità oggi significa anche raccontare chi ha pagato – spesso in solitudine – il prezzo del coraggio e seminare consapevolezza. </p>



<p>Scritto da: Alessandra Piedimonte, Sabrina D&#8217;Orsi e Sabrina Lucci</p>



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		<title>Lago Lucrino, trovato il corpo di un uomo senza vita. Non si conosce ancora l’identità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Lamberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 10:35:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«C’è un uomo morto nel lago» è stata la segnalazione fatta ai carabinieri della compagnia di Pozzuoli intorno alle 11. Arrivati sul posto, insieme ai vigili del fuoco, i militari dell’Arma hanno recuperato il corpo senza vita di un uomo nel lago di Lucrino. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe un’età apparente di circa cinquant’anni. &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2025/04/27/lago-lucrino-trovato-il-corpo-di-un-uomo-senza-vita-non-si-conosce-ancora-lidentita/"> <span class="screen-reader-text">Lago Lucrino, trovato il corpo di un uomo senza vita. Non si conosce ancora l’identità</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p>«C’è un uomo morto nel lago» è stata la segnalazione fatta ai carabinieri della compagnia di Pozzuoli intorno alle 11. Arrivati sul posto, insieme ai vigili del fuoco, i militari dell’Arma hanno recuperato il corpo senza vita di un uomo nel lago di Lucrino. <br>Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe un’età apparente di circa cinquant’anni. Gli accertamenti sono ancora agli inizi e il cadavere non è stato ancora identificato. Non sono stati ritrovati documenti. Non si escludono ipotesi di un malore o di suicidio. I rilievi sul posto da parte dei carabinieri continuano.</p>
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		<title>Pozzuoli, aggressioni ad un&#8217;agente della Polizia Municipale. Identificato dopo la fuga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Lamberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 07:51:00 +0000</pubDate>
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<p>Un’agente della Polizia Municipale è stata aggredita da un giovane uomo sul lungomare di Pozzuoli, che ha prima inveito verbalmente e poi lanciato un casco. La reazione violenta è iniziata in seguito ad una richiesta di documenti per contestare sosta e transiti vietati sul lungomare Pertini. <br>Gli eventi risalgono a domenica mattina. L&#8217;uomo stava percorrendo la passeggiata puteolana, destinata ai soli pedoni, a bordo di un motoveicolo, nonostante il divieto. L&#8217;agente, allertata dalla centrale operativa per la presenza di motocicli e bici elettriche tra i passanti, si è avvicinata al conducente a bordo del suo mezzo, per chiedere i documenti e poi passare alla contravvenzione. Il giovane ha prima tentato di allontanarsi, rifiutando di esibire i propri estremi e poi, resosi conto di essere stato comunque sanzionato, ha reagito con violenza, prima verbale e poi con il lancio del proprio casco protettivo verso la poliziotta, finito dinanzi ai piedi di questa sulla pavimentazione. L&#8217;uomo ha così continuato ad aggredire il pubblico ufficiale urlando e insultandola personalmente, dinanzi ad una folla che ha cercato di calmarlo. Scena che si è poi ripetuta appena ha intravisto arrivare anche l&#8217;altro collega di pattuglia. Il giovane si è poi dato alla fuga, ma dal numero di targa e dalle informazioni raccolte sul posto, è stato possibile risalire alla sua identità e denunciarlo per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, mancata esibizione dei documenti e tentata lesione personale.</p>
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		<title>Muore a quarantacinque anni dopo aver girato quattro ospedali. Aperta in chiesta per omicidio colposo</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 07:49:44 +0000</pubDate>
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<p>Una via crucis durata oltre due mesi in vari presidi ospedalieri prima di morire a soli 45 anni per una probabile setticemia. Vincenzo Russo è deceduto il 13 aprile scorso al Cardarelli, lasciando la moglie e quattro figli. <br>É stata la moglie della vittima a presentare un esposto sulla vicenda ed ora la pm di Napoli, Federica D&#8217;Amodio, ha aperto un procedimento per l&#8217;ipotesi di omicidio colposo in ambito sanitario per accertare le cause del decesso.<br>Nel registro degli indagati sono stati iscritti due dei medici che hanno seguito il paziente durante il calvario, un atto dovuto necessario per la nomina di consulenti di parte. Il magistrato ha anche disposto l&#8217;autopsia, affidata ad un pool di tre consulenti tecnici.<br>Dalle dichiarazioni della vedova ai carabinieri, più di due mesi fa il 45enne si era recato all&#8217;ospedale San Giuliano, Giugliano in Campania, lamentando un forte dolore al petto. Per i sanitari, scongiurato il rischio di un infarto, hanno dimesso l&#8217;uomo dopo accertamenti dichiarando che si trattasse solo di un dolore intercostale che sarebbe passato da solo. Nei giorni successivi però, i dolori sono aumentati estendendosi anche in altre parti del corpo. Russo si reca quindi in varie strutture, sia pubbliche che private, come l&#8217;ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, Pineta Grande di Castel Volturno e il Cardarelli. Il paziente aveva ogni volta seguito le cure prescritte dai medici che lo avevano visitato, ogni volta con diagnosi diverse, senza però mai riuscire a guarire. Le condizioni di salute dell&#8217;uomo sono peggiorate e Vincenzo Russo è morto al Cardarelli alle 7 del mattino del 13 aprile.</p>



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		<title>Tragico incidente sulla funivia di Monte Faito: 4 i morti, si cerca un disperso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franca Pane]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 17:02:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tragico incidente questa mattina di giovedì Santo si stacca il cavo d&#8217;acciaio della Funivia del Faito, precipita la cabina ci sono 4 vittime, tra cui il conducente e si cerca un quinto passeggero. Le vittime si trovavano all&#8217;interno della cabina precipitata a monte della funivia a seguito della rottura di un cavo. Coinvolto anche un &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2025/04/17/tragico-incidente-sulla-funivia-di-monte-faito-4-i-morti-si-cerca-un-disperso/"> <span class="screen-reader-text">Tragico incidente sulla funivia di Monte Faito: 4 i morti, si cerca un disperso</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p>Tragico incidente questa mattina di giovedì Santo si stacca il cavo d&#8217;acciaio della Funivia del Faito, precipita la cabina ci sono 4 vittime, tra cui il conducente e si cerca un quinto passeggero. Le vittime si trovavano all&#8217;interno della cabina precipitata a monte della funivia a seguito della rottura di un cavo. Coinvolto anche un macchinista dell&#8217;Eav, azienda del trasporto pubblico della Regione Campania che gestisce la linea. Si cerca una quinta persona che era all&#8217;interno della cabina quando è avvenuto il distacco e la caduta del mezzo. Impegnati sul posto le squadre di soccorso tra cui 20 operatori del soccorso alpino. Appena 4 anni fa 2021 ci fu un guasto alla funivia per problemi elettrici, si bloccò improvvisamente e le cabine rimasero sospese in aria per più di un&#8217;ora a metà del percorso. Ci fu panico ma nessuna vittima tra i passeggeri e il personale tecnico.<br>L&#8217;incidente tragico di oggi ricorda invece quello avvenuto nel 1960 il 15 agosto, il distacco della cabina proveniente da Faito si sganciò dai fili di trazione e si schiantò sui binari della ferrovia sottostante, provocando la morte di quattro persone. Dopo l&#8217;incidente furono necessari numerosi lavori di manutenzione che portarono anche alla sostituzione delle cabine. La funivia del Faito venne aperta al pubblico il 24 agosto 1952. La stazione venne sistemata a valle a Castellammare di Stabia, nei pressi della stazione ferroviaria della Circumvesuviana, sulla linea Napoli-Sorrento. Anche oggi 2025 dopo numerosi lavori di efficientemento dal 2019 poi nel 2021 la funivia del Faito aveva ripreso il suo servizio lo scorso 10 aprile, dopo la chiusura invernale</p>
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		<title>A Caserta il Giuramento degli allievi dell’Accademia, il ministro della Difesa «Non è un errore»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Lamberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 12:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[giuramento]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro della Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[«Ci sono anche delle ragioni storiche per fare il giuramento dei cadetti di Pozzuoli oggi a Caserta e certamente una riflessione su quello che sta accadendo a Pozzuoli va fatta ma non la farà certamente la Difesa, piuttosto la Protezione Civile e la Difesa si adeguerà». È quello che ha detto ieri il ministro della &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2025/04/17/a-caserta-il-giuramento-degli-allievi-dellaccademia-il-ministro-della-difesa-non-e-un-errore/"> <span class="screen-reader-text">A Caserta il Giuramento degli allievi dell’Accademia, il ministro della Difesa «Non è un errore»</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p>«Ci sono anche delle ragioni storiche per fare il giuramento dei cadetti di Pozzuoli oggi a Caserta e certamente una riflessione su quello che sta accadendo a Pozzuoli va fatta ma non la farà certamente la Difesa, piuttosto la Protezione Civile e la Difesa si adeguerà». È quello che ha detto ieri il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante il giuramento degli allievi ufficiali dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli.<br>Il ministro entrando nel merito dei motivi che hanno condizionato la decisione di spostare il giuramento alla Scuola Allievi Sottufficiali dell’Areonautica Militare di Caserta, ha aggiunto: «Non è un errore aver spostato il giuramento. Il mio compito è pensare a qualunque evenienza, sia quelle positive che negative e mi auguro che quella zona non subirà mai nulla di negativo ma nel momento in cui ci sono scosse, nel momento in cui le famiglie dei ragazzi si dicono preoccupate, io devo valutare e indagare qualunque preoccupazione, devo guardare a quello che dicono gli esperti e ad oggi l’Accademia è ancora lì, si è spostato solo il giuramento &#8211; ha dichiarato &#8211; Non si lamenta nessuno se il giuramento viene fatto a piazza del Plebiscito a Napoli, non capisco perchè debbano se viene fatto a Caserta».<br>Per il generale Luigi Casali, comandante dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, «Oggi è una giornata meravigliosa, in cui 129 ragazzi e ragazze hanno giurato fedeltà alla Repubblica, una nuova generazione che entra nelle forze armate». Sulla decisione di tenere il giuramento dei cadetti Allievi a Caserta, per la situazione attuale dei Campi Flegrei, Casali ha ricordato: «Caserta è anche la nostra sede storica, l’Accademia ha avuto sede qui dal 1926 al 1943 e oggi dopo quasi 100 anni ci sono i ragazzi del corso Falco VI. L’Accademia ha continuato e continua a lavorare sul territorio di Pozzuoli, siamo parte integrante del territorio e come tutti impariamo a con vivere con un territorio che non è semplice. La mia preoccupazione maggiore è la sicurezza e la formazione dei ragazzi. C’è un grandissimo lavoro di squadra con la Protezione Civile. Attualmente &#8211; ha concluso Casali &#8211; in Accademia abbiamo avuto importanti lavori di riqualificazione».<br>Lo spostamento a Caserta del giuramento degli allievi del Corso Falco VI, ha acceso da giorni un dibattito nella comunità di Pozzuoli. <br>Fulvio Ferrigno, Uniti per Pozzuoli, ha dichiarato: «Rispetto il ruolo del Ministro, ma non posso condividere le sue dichiarazioni. Lo spostamento del giuramento dei cadetti da Pozzuoli a Caserta è un segnale sbagliato verso un territorio che sta vivendo una fase delicata, ma che non può essere abbandonato. Pozzuoli ha bisogno di presenza &#8211; ha incalzato &#8211; non di assenze giustificate dal timore. La Difesa non può adeguarsi, ma deve contribuire, insieme alla Protezione Civile, a una strategia chiara, trasparente e condivisa».<br></p>
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		<title>Pozzuoli, vice ambasciatore australiano in visita. Accolto dal dirigente e dai ragazzi del Petronio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Lamberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 17:31:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il vice ambasciatore australiano, Siddhartha Chakrabarti, oggi è stato in visita a Pozzuoli, dopo una giornata di impegni istituzionali a Napoli. Oltre ad incontrare il direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Mauro Di Vito, presso il sito della Solfatara, per meglio comprendere il fenomeno e le sue implicazioni, il vice ambasciatore si è recato anche all’Istituto Petronio. Lì, &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2025/04/15/pozzuoli-vice-ambasciatore-australiano-in-visita-accolto-dal-dirigente-e-dai-ragazzi-del-petronio/"> <span class="screen-reader-text">Pozzuoli, vice ambasciatore australiano in visita. Accolto dal dirigente e dai ragazzi del Petronio</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p>Il vice ambasciatore australiano, Siddhartha Chakrabarti, oggi è stato in visita a Pozzuoli, dopo una giornata di impegni istituzionali a Napoli. Oltre ad incontrare il direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Mauro Di Vito, presso il sito della Solfatara, per meglio comprendere il fenomeno e le sue implicazioni, il vice ambasciatore si è recato anche all’Istituto Petronio. Lì, accolto dal dirigente Filippo Monaco e dagli studenti dell’istituto, ha potuto incontrare anche il tenente di vascello, Edoardo Russo.<br>Chakrabarti ha espresso parole di grande apprezzamento per l’istituto e per la straordinaria accoglienza ricevuta. Un particolare elogio per la bellezza e l’ospitalità è andato anche alla città di Pozzuoli.<br>«Siamo stati onorati di questa prestigiosa visita. &#8211; ha commentato il dirigente Filippo Monaco &#8211; Rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro svolto da tutta la comunità scolastica. Con il vice ambasciatore abbiamo anche discusso dell’opportunità di scambio, per i nostri ragazzi, in Australia».  </p>



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		<title>Avellino, la strage del bus. La Cassazione conferma le condanne: Castellucci e Lametta si sono costituiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Lamberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2025 18:17:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La condanna a sei anni, per l&#8217;ex amministratore delegato di Aspi, Giovanni Castellucci, diventa definitiva. É quanto hanno stabilito ieri i giudici della quarta sezione di Cassazione per la strage del 28 luglio 2013, quando un bus precipitò dal viadotto dell&#8217;Acqualonga nella zona di Monteforte Irpinio, ad Avellino. L&#8217;accusa era quella di aver violato le norme che garantiscono &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.lacittaflegrea.it/2025/04/13/avellino-la-strage-del-bus-la-cassazione-conferma-le-condanne-castellucci-e-lametta-si-sono-costituiti/"> <span class="screen-reader-text">Avellino, la strage del bus. La Cassazione conferma le condanne: Castellucci e Lametta si sono costituiti</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<p>La condanna a sei anni, per l&#8217;ex amministratore delegato di Aspi,<strong> Giovanni Castellucci</strong>, diventa definitiva. É quanto hanno stabilito ieri i giudici della quarta sezione di Cassazione per la strage del 28 luglio 2013, quando un bus precipitò dal viadotto dell&#8217;Acqualonga nella zona di Monteforte Irpinio, ad Avellino. L&#8217;accusa era quella di aver violato le norme che garantiscono la circolazione autostradale in condizioni di sicurezza. In quell&#8217;incidente, persero la vita 40 persone. Dalle lamiere dell&#8217;autobus furono estratti 38 cadaveri e 10 feriti, superstiti, fra cui tutti i bambini presenti nell&#8217;autobus. Due feriti morirono in seguito per le ferite riportate. I giudici hanno fatto passare in giudicato anche le condanne per gli altri dirigenti della società e dipendenti del Tronco. <strong>Pena a 9 anni per Gennaro Lametta</strong>,  proprietario del bus e dell&#8217;agenzia Mondo Travel che aveva organizzato un viaggio di alcuni giorni  nei luoghi di Padre Pio per una comitiva di famiglie e amici di Pozzuoli. La condanna ha coinvolto anche l&#8217;allora dipendente della motorizzazione civile di Napoli, Antonietta Ceriola. Per lei 4 anni di reclusione.<br>Intanto, oggi, Giovanni Castellucci, si è costituito in carcere. Prima di lui, anche Gennaro Lametta, fratello di Ciro, che era alla guida del bus e morì anche lui nell&#8217;impatto. <br>I giudici hanno ritenuto carente lo stato dei guardrail posizionati sul viadotto dove avvenne l&#8217;incidente, in quanto non sono riusciti ad impedire che il mezzo finisse nella scarpata, ritenendo per questo i vertici di Aspi responsabili. Il bus, invece, aveva un certificato di revisione falso. La revisione, come accertato dalle indagini, non veniva effettuata dal 2011 ed era privo dei requisiti minimi per circolare. Da qui, la condanna a 9 anni per il proprietario del bus e a 4 anni per l&#8217;allora dipendente della motorizzazione, Ceriola.<br>Queste le altre condanne: cinque anni per il dirigente di Aspi, Nicola Spadavecchia, e per il direttore di tronco di Aspi, Paolo Berti. Sei anni, invece, per il direttore generale dell&#8217;epoca, Riccardo Mollo. <br>Nel ricostruire la dinamica dell&#8217;incidente, si è accertato che intorno alle 20:30, percorrendo la discesa dell&#8217;A16 Napoli-Canosa, il bus guidato da Ciro Lametta, fratello del proprietario, cominciò a sbandare dopo aver perso sulla carreggiata il giunto cardanico che garantisce il funzionamento dell&#8217;impianto frenante. Dopo aver percorso un chilometro senza freni, e tamponando una quindicina di auto, che transitavano lungo le altre corsie, l&#8217;autista del bus &#8211; un mezzo che aveva percorso oltre un milione di chilometri &#8211; nel tentativo disperato di frenare la corsa, si affiancò alle barriere protettive del viadotto che non ressero l&#8217;impatto facendo precipitare da un&#8217;altezza di 40 metri il pullman. </p>



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		<title>In strada, accanto a Gaia per dire no alla violenza sulle donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franca Pane]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 18:52:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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<p>Mercoledì 9 aprile ore 19.30 a Bacoli si terrà una Manifestazione “Rumorosa” per dire No alla violenza sulle donne.<br>E&#8217; un modo per reagire contro l’ennesimo eclatante atto di violenza contro una donna, Gaia, giovane mamma di Bacoli aggredita due sere fa sul belvedere di Pozzuoli dal padre di suo figlio ed ex compagno, l&#8217;uomo non era da solo, secondo il racconto di Gaia, ma insieme a due suoi amici, “complici”. Oggi le comunità flegree si dicono “indignate” e reagiscono. Mercoledì 9 aprile, infatti, alle 19,30 a Bacoli si alzerà la voce di chi non vuole più tacere, di chi non sopporta più il silenzio sulla violenza contro le donne, da qui la cosiddetta manifestazione &#8216;rumorosa&#8221;, che sfilerà tra le strade di Bacoli insieme alle Istituzioni regionali e provinciali, ai sindaci di Bacoli, di Pozzuoli e di Quarto, sostenute dalla presenza della Consulta regionale per la Pari Opportunità con tutte le componenti della Commissione regionale per i diritti delle donne. Insieme con centinaia di altre donne, ragazze e uomini scenderanno in strada per alzare la voce contro l’ennesima aggressione.</p>
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		<title>Gaia, sopravvissuta alla violenza. «Ora vivo nella paura»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Lamberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 10:23:30 +0000</pubDate>
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<p>Ha raccontato la sua storia, in diretta e con il volto tumefatto. Gaia, 25 anni, è un’altra vittima di violenza domestica, di lesioni e tentato omicidio. Gaia è una sopravvissuta. Sabato sera stava tornando a casa dopo una serata con amici, era entrata nella sua macchina prima che cominciasse l’incubo.<br>«Gaia è sopravvissuta all’aggressione brutale del suo ex», a ribadirlo è stato il deputato Francesco Emilio Borrelli, dopo aver mostrato, in una diretta streaming, i segni visibili sul corpo della donna di quella violenza inaudita.<br>«Lui è arrivato, ha aperto lo sportello della macchina e con altri due amici mi ha scaraventata fuori dalla macchina», racconta la ragazza.<br>Lui, 36 anni. Non accettava che lei fosse andata via con il figlio, lontano da Pozzuoli, per non subire più.<br>«Ha iniziato a colpirmi con pugni e calci. &#8211; continua Gaia &#8211; Mi tirava i capelli e mi trascinava lungo la strada, per terra. Ha anche tentato di buttarmi giù dal belvedere. Mi ha trascinata nella sua auto facendosi aiutare dagli amici».<br>A salvarla è stata un’altra forza, la sua. Uscita fuori per sopravvivere non solo alle violenze, ma anche al silenzio e all’omertà dei passanti.<br>«In macchina c’era il suo telefono. Sono riuscita, di nascosto, a comporre il numero di mio padre. Lui si è accorto che ero a telefono e chiedevo aiuto, a quel punto mi ha lanciata a terra prima di scappare via».<br>«A quel punto ho chiesto aiuto alle auto che passavano, sono stata soccorsa da alcune ragazze. Per strada abbiamo trovato una pattuglia, hanno atteso con me l’arrivo di mio padre e poi siamo andati in ospedale».<br>Per lei, trenta giorni di prognosi. Per lui, l’arresto.<br>«L’autore di questo massacro in questo momento è in carcere, ma gli uomini che lo accompagnavano? – ha chiesto il deputato dei Verdi – La cosa peggiore è che quegli uomini hanno supportato l’aggressore, non lo hanno fermato sono stati complici. Gaia, ora vive nel terrore».<br>«Chi mi dice che non si ripeterà? &#8211; chiede disperata Gaia &#8211; Non dormo più, vivo con la paura della morte che incombe sulla mia testa. Ho paura per mio figlio e per la nostra vita».<br>Parole di solidarietà sono arrivate dall’amministrazione comunale di Pozzuoli, oltre al sindaco Luigi Manzoni, anche l’assessora Titti Zazzaro, «Dobbiamo fare in modo che queste cose non accadano più».<br>A sostegno della ragazza, è intervenuto anche il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione.<br>«Una storia devastante che deve far riflettere tutti.- scrive Della Ragione sui suoi social – Dobbiamo esserle vicino e lo saremo con azioni concrete. Così come dobbiamo essere capaci di far uscire dal silenzio tutte quelle donne che subiscono minacce, violenza. Aiutateci ad aiutarvi».<br> <br> <br></p>



<p></p>
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